Se Renzi è sempre in campagna elettorale (mentre l’Italia affonda) – di Leonardo Cecca

Ho la vaga impressione che Matteo Renzi abbia scambiato il ruolo di premier con quello di un qualsiasi politicante in piena campagna elettorale. Continua infatti imperterrito con le sue chiacchiere promettendo ogni 3 x 2 dei bonus, è fissato con gli 80€ da estendere ora anche alle nuove mamme, ma intanto sta già pensando a come rifarseli dare. Niente fa per le pensioni minime, tanto quelle persone stanno già morendo, e niente fa, certo ci vorrebbe una persona con due "mongolfiere", per bloccare quell’immondo lavoretto che stanno portando a compimento oltre 400 consiglieri regionali per prendersi vitalizi astronomici.

La sua vocazione è promettere e mettere in atto ogni altra diavoleria atta ad ottenere consensi poi, quatto quatto, infila ritocchi al rialzo delle tasse e delle imposte. Sono mesi che assicura che non farà mai marcia indietro e che non teme nessuno come un maciste della politica, e poi davanti alle proteste dei magistrati fa una manovrina all’indietro, come sicuramente farà con i Presidenti di regione e con i sindacati. Porterà sicuramente validissime motivazioni per aver innestato la marcia indietro ma, ad un peccatore come il sottoscritto, viene da suggerirgli di cambiare la cinta dei pantaloni e gli straccali, in quanto l’attuale dotazione è scadente e gli fa calare le brache.