SCISSIONE | Anche nel Pd estero è pieno di voltagabbana. Ma Fabio Porta resta

Hanno fatto il salto della quaglia gli onorevoli Massimo Ungaro e Nicola Carè e la senatrice Laura Garavini, tutti passati con Renzi. Ma Fabio Porta no, lui resta nel Pd

Fabio Porta

Come abbiamo visto negli scorsi giorni, il Partito Democratico, dopo la scissione di Matteo Renzi, perde i pezzi anche oltre confine. Tre dei parlamentari eletti all’estero col Pd sono già passati a Italia Viva, la nuova formazione politica guidata dall’ex sindaco di Firenze, Italia Viva. Hanno fatto il salto della quaglia gli onorevoli Massimo Ungaro e Nicola Carè e la senatrice Laura Garavini.

Sceglie di restare nel Pd Fabio Porta, ex parlamentare e oggi coordinatore del Partito Democratico in Sud America.

“La mia casa rimane il PD”, scrive su Facebook. “Per cultura e storia, personale e politica, ho sempre creduto all’incontro delle culture cattolico-democratica e socialista-riformista. Per questo ho aderito entusiasta fin dall’inizio al Partito Democratico e per quegli ideali mi sono battuto, dentro e fuori dal Parlamento. Ancor più per l’impegno tra gli italiani nel mondo, dove il PD ha rappresentato in questi anni un sicuro riferimento per tutti coloro che credevano ad un progetto di un grande centro-sinistra rivolto alle dimensioni vecchie e nuove della nostra emigrazione”.

“Ho sofferto anche io per certe scelte di queste ultime settimane – prosegue Porta -, anche relative alla composizione del governo”. Il riferimento implicito è ovviamente alla conferma del presidente del MAIE, Sen. Ricardo Merlo, a Sottosegretario agli Esteri anche in questo secondo governo Conte. Proprio la nomina di Merlo, lo ricordiamo, è stata il pretesto scelto da Garavini per dire addio ai dem. Garavini che dopo il suo passaggio a Italia Viva si è vista dare della “voltagabbana” da Augusto Sorriso, consigliere del Comites di New York e coordinatore MAIE per gli Stati Uniti.

Ma torniamo a Fabio Porta, il quale dichiara di comprendere “la delusione di alcuni amici, anche se non ne condivido la scelta. Al contrario: credo sia il momento di rilanciare con forza l’idea di un grande partito inclusivo e includente, senza condannare chi oggi lascia ma continuando fermamente a credere nella forza di un progetto che è ancora utile al Paese e agli italiani, dentro e fuori l’Italia”, conclude l’ex deputato PD eletto nella ripartizione estera Sud America.