Appuntamento alle 14 di domani nella nuova sede di via Poli (‘ereditata’ da Fli) per i parlamentari di Scelta civica, che con Mario Monti apriranno l’assemblea degli eletti in preparazione, almeno secondo la speranza di alcuni, di un congresso entro la fine dell’anno. In realta’, e’ l’occasione per un bilancio delle principali ‘partite’ giocate dai montiani dopo le elezioni, tirando le somme anche rispetto ai rapporti interni tra anime cattoliche, montezemoliane e montiane in senso stretto. E significativa in questa prospettiva l’assenza dei centristi di Pier Ferdinando Casini, sempre piu’ orientati a riprendere il proprio cammino autonomo. Non a caso, fanno notare, l’Udc alla Camera ha presentato il proprio simbolo alle elezioni e alle prossime amministrative lo Scudocrociato ci sara’.
Proprio su Mario Monti, ormai svincolato da ruoli di governo, saranno puntati gli occhi, dopo che la presentazione del documento dei 33, promosso da Pietro Ichino, ha messo all’ordine del giorno la nomina del prof presidente del movimento e la conseguente strutturazione in forma di partito. Monti insomma e’ visto come il leader naturale del movimento, un movimento che si chiede venga strutturato sempre piu’ sul territorio e si dia una vera e propria cabina di regia. Potrebbe proprio essere lui a dare il ‘la’ alla riunione, impostando i binari della discussione con un intervento fin dalle prime battute dell’assemblea.
Da parte dell’ex premier, a quanto emerge, ci sarebbe la disponibilita’ a tornare in campo in prima persona, troncando cosi’ una volta per tutte le ipotesi di un disincanto/disimpegno rispetto alla creatura nata attorno al Prof bocconiano che ha portato l’Italia lontano dal baratro finanziario. Nella proposta ci sono anche punti difficili da tradurre in pratica al momento, come i vertici elettivi e anche questi aspetti sono tipici di una fase ancora intermedia rispetto a quella costituente vera e propria che molti auspicano in vista di un congresso.
Sembra chiaro, invece, che il ruolo di Monti non dovrebbe riguardare gli aspetti gestionali-organizzativi del movimento e verrebbe invece investito della funzione che gli spetta, quello di fondatore, leader, titolare della linea politica generale, anche se non si tirera’ indietro rispetto alle esigenze di mediazione che dovessero rendersi necessarie tra componenti per molti versi eterogenee. D’altronde, si e’ visto che tale capacita’ potrebbe rendersi preziosa, alla luce delle prese di posizione di Italia futura, come associazione, che annuncia un ‘ritorno alle origini’, lasciando fuori dalla dirigenza i parlamentari e preferendo il rapporto ideale e territoriale con la rete dei simpatizzanti.
Andrea Romano (deputato Sc, gia’ direttore di Italia Futura), tuttavia, ha firmato il documento messo a punto da Pietro Ichino e altri e all’Adnkronos lo definisce una "proposta costruttiva" e anche inclusiva alla luce del fatto che e’ stato firmato da 33 personalita’ espressione delle diverse sensibilita’ di Scelta civica. "Credo che sara’ la base per una discussione seria e basata sulla trasparenza e la franchezza reciproca".
‘La cosa importante -dice il senatore Gabriele Albertini, che si dice in sintonia con la proposta- e’ che Monti recuperi il suo ruolo di presidente ma anche che si faccia tesoro, nel radicare il movimento sul territorio, delle importanti esperienze messe a frutto finora" e cita il movimento Lombardia civica che alle elezioni regionali ha totalizzato 240mila voti, oppure l’esperienza di Giulia Bongiorno nel Lazio. "Monti, pero’ – avverte – deve essere tenuto al di fuori dalla gestione quotidiana del movimento, per poter esercitare nel migliore dei modi la sua funzione di leader. Mi aspetto -prosegue- che domani dalla riunione esca una linea di conciliazione tra le diverse provenienze indirizzata verso una linea di governo riformista", dice l’ex sindaco di Milano. Insomma, le tensioni degli ultimi giorni sembrano calare in favore, dicono nell’entourage di Scelta civica, di un confronto "sui problemi" e "lontano da un clima di spaccatura". Ma molto dipendera’ dalle parole che sapra’ trovare il senatore a vita.
All’assemblea parteciperanno gli eletti in senso stretto di Scelta civica, che sono 37 alla Camera e 18 al Senato. Senza, cioe’, i parlamentari dell’Udc, che un loro partito strutturato ce l’hanno mentre i montiani proprio su quella strada vorrebbero avviarsi. Ma fra i temi in discussione potrebbe esserci proprio il senso del percorso da fare con l’Udc, se, cioe’, si possa intravedere un futuro politico comune aldila’ dei gruppi parlamentari unici di palazzo Madama e Montecitorio.
































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