Scajola, ‘Forza Italia mi ha preso a calci: ma non vado con Alfano’

"Sondaggi negativi? Non credo che Berlusconi la pensi davvero così, è un pretesto suggerito da qualche consigliere. Le stesse cose le avevano dette Toti e Romani. Gli hanno fatto credere delle cose non vere, è stato influenzato e gli hanno raccontato delle bufale. Comunque non mi arrendo, continuerò a fare politica". Così l’ex ministro Claudio Scajola a La Zanzara su Radio 24, dopo l’esclusione dalle liste di Forza Italia alle elezioni europee.

Scajola parla mentre ha finito di raccogliere, dice, "venticinque asparagi" nel suo orto. "Ma non voglio andare in pensione", aggiunge.

E’ rimasto deluso umanamente da Berlusconi, chiedono i conduttori?: "Sì, sicuramente sono deluso da Berlusconi perché alla fine la scelta era sua e se aveva qualche dubbio non si è confrontato con me. Non mi ha nemmeno telefonato per dirmelo, non se l’è sentita perché non poteva raccontarmi la bufala che gli hanno raccontato. Sapeva che non reggeva in un confronto con me, non è il Berlusconi che ho conosciuto io. Ed è stato probabilmente costretto a fare questa scelta per garantire qualcuno da eleggere in questa circoscrizione. Persone che avevano paura di un mio successo elettorale. Ma se il problema è far eleggere Toti e Ronzulli potevo dare una mano, potevo essere utile. Ho ancora una capacità di mobilitazione".

"Non sento Berlusconi da due mesi – dice ancora Scajola – e quando ci ho parlato mi disse che la mia candidatura era una buona idea. Non capisco cos’è cambiato in questi mesi". "D’altra parte – dice Scajola, riferendosi alle parole di Berlusconi – quali altri attacchi mediatici potevo ancora subire? E sui sondaggi ho fatto delle verifiche e sono tutti positivi, al contrario di quello che è stato detto a Berlusconi. E’ strano che nel mio partito siano garantisti con i condannati e non con me che sono stato assolto in un processo. Ho preso un calcio nel sedere dal mio partito, ma non vado con Alfano".