SANTO DOMINGO | Arrestato Carlo Ferraris, già Segretario Comites: brutta storia di riciclaggio ed evasione fiscale

La stampa dominicana ha dato ampio spazio alla vicenda, spiegando anche come funzionava la rete messa in piedi “dall’italiano”, dedicata alla creazione di società per il riciclaggio di denaro nella RD

Carlo Ferraris, avvocato, già segretario del Comites di Santo Domingo (incarico che ha ricoperto circa 15 anni fa), è stato arrestato il 23 marzo scorso davanti a una palestra del Distretto Nazionale della capitale della Repubblica Dominicana, durante quella che è stata battezzata “Operazione Architetto”, eseguita dalla Procura Specializzata in Antiriciclaggio e Finanziamento del Terrorismo, insieme alla Procura Specializzata per i Crimini contro la Salute.

A Ferraris, italiano residente ai Caraibi da molti anni, il tribunale ha imposto un anno di detenzione preventiva, ritenendo che fosse forte il suo legame con il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale, oltre che per la ri-etichettatura di alcuni prodotti scaduti che ha offerto per purificare il cibo ed “eliminare il coronavirus”…

Carlo Ferraris, dal suo ufficio chiamato “LexGroup”, situato nel Malecon Center di Santo Domingo, secondo gli inquirenti sarebbe stato lo stratega degli investimenti nella Repubblica Dominicana da parte di leader criminali che sono venuti nel Paese con milioni di dollari per investirli in immobili e start-up di imprese.

La notizia dell’arresto del nostro connazionale è stata una doccia fredda per la comunità italiana della RD. Ferraris per tutti era – è – un avvocato capace, oltre che una persona onesta. Pensate che il suo nome figurava anche tra quelli degli avvocati riconosciuti e dunque consigliati dall’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo. Dopo la notizia del suo arresto, il suo nome è stato cancellato dall’elenco.

Il giudice Kenya Romero, della Corte investigativa distrettuale nazionale, ha accolto integralmente la richiesta del Pubblico Ministero e ha dunque dato l’ok alla detenzione preventiva nel Centro di correzione e riabilitazione di Najayo, a San Cristóbal. La stessa giudice ha parlato di un “caso complesso”.

Oltre a Ferrari è indagata la sua compagna, Mirtha Carolina Terrero, alla quale è stata imposta una garanzia economica di un milione di pesos come misura di coercizione da parte di una compagnia di assicurazioni, divieto di lasciare il Paese e presentazione periodica il 30 di ogni mese presso le autorità dominicane.

Indagata anche Yolenny Féliz, anche per lei divieto di lasciare la RD e obbligo di presentazione periodica il 30 di ogni mese. Feliz ha presentato un certificato di gravidanza.

Entrambe le donne, secondo le indagini, erano incaricate di ri-etichettare i prodotti scaduti, che venivano venduti non solo in Repubblica Dominicana, ma anche in altri Paese del Centro America.

Le autorità hanno sequestrato un veicolo di proprietà degli indagati, oltre a 10.668 dollari, 29.727 pesos dominicani, 1.485 euro e 20 sterline.

Il Pubblico Ministero ha offerto l’informazione attraverso un comunicato stampa, in cui ha indicato che si tratta di una rete che coinvolge circa 29 aziende, creata da Ferraris per venderle a membri di strutture criminali con procedimenti penali per riciclaggio in paesi come Italia e Canada.

I procuratori in carica hanno chiamato le azioni Operazione Architetto, “perché Ferraris – spiegano – è stato l’architetto che ha creato e progettato strategie per le reti criminali internazionali che si dedicano al riciclaggio di denaro nella Repubblica Dominicana, offrendo anche consigli su come evadere le tasse e riciclare i beni”.

Mentre andavano avanti le indagini per frode internazionale aggravata e riciclaggio di denaro, sono state ottenute informazioni che il magazzino della Carlo Ferraris, denominato Intalfarm, situato nel settore La Isabelita, a Santo Domingo Este, era pieno di prodotti scaduti dal 2008.

L’elenco comprende Purissima e Sterilmax, per la purificazione del cibo, prodotti che sono stati utilizzati dagli imputati per fare soldi a seguito della crisi sanitaria provocata dal COVID-19. I componenti di questi prodotti non erano conformi agli standard sanitari del Paese, secondo quanto hanno determinato le analisi effettuate nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Scienze Forensi.

Insomma, una brutta notizia, una brutta storia. Noi di ItaliaChiamaItalia siamo da sempre garantisti, con tutti. Ci auguriamo che Carlo Ferraris possa dimostrare la sua innocenza. Ci dispiace molto saperlo rinchiuso in un carcere dominicano, detenuto in un paese straniero. La speranza è che possa tornare ad essere libero, da innocente, quanto prima.