Colpo di scena al Bolshoi: oltre 300 artisti, tra ballerini, cantanti e musicisti hanno firmato una lettera aperta al leader del Cremlino Vladimir Putin chiedendo una inchiesta indipendente sull’attentato all’acido contro il direttore artistico Serghiei Filin, nell’ipotesi che la recente confessione del ballerino solista Dmitri Dmitricenko sia frutto di ‘dure pressioni’ e che dietro a tutta la vicenda ci possano essere altri personaggi.
‘Per quelli che conoscono Pavel Dmitricenko, l’idea che possa essere l’istigatore e il mandante del crimine sembra assurdo’, si legge nella lettera. ‘Noi conosciamo Pavel da diversi anni, ha un temperamento vivace, e’ franco e diretto, ma e’ una persona buona e molto onesta’, affermano i firmatari, ritenendo che ‘le differenze di fondo riguardanti la politica artistica e la gestione del personale non avrebbero potuto uscire dalla legalita’.
‘Le conclusioni tirate dagli investigatori ci sembrano precipitose, le prove non convincenti e le confessioni di Pavel, poi ritrattate, sono il risultato delle dure pressioni che ha subito’, proseguono. In un video filmato dalla polizia e trasmesso dalla tv, il ballerino aveva ammesso di aver organizzato l’attentato, escludendo poi di aver mai pensato all’uso dell’acido, che ha sfigurato il volto di Filin. ‘Sfortunatamente la storia del nostro Paese ha conosciuto spesso esempi di risultati ‘necessari’ ottenuti con metodi illegali, e prove che si sono rivelate false’, aggiungono gli artisti del celebre teatro. La lettera e’ stata sottoscritta anche dal ballerino Nikolai Tsiskaridze, che il direttore generale del Bolshoi Anatoli Iksanov ha apertamente accusato di aver orchestrato il tutto.
Pure Filin, dal suo letto di ospedale in Germania, ha assecondato in una intervista in tv la tesi che Dmitricenko possa essere solo una pedina: ‘ho l’impressione che qualcuno lo spingesse’, ha detto, pur inserendolo nella ‘cerchia ristretta delle persone che provavano inimicizia e si permettevano di minacciare’. Ma il suo avvocato, Tatiana Stukalova, ha preso le distanze, denunciando una campagna di pressione sugli investigatori: ‘non capisco la posizione del teatro’, ha spiegato, aggiungendo che questa situazione ‘e’ vantaggiosa per colui o coloro che volevano coprire Dmitricenko perche’ non li denunciasse’. Il giallo del Bolshoi continua.




























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