Nel numero di Panorama di questa settimana – sarà giovedì in edicola – c’è una lunga intervista a Marina Berlusconi, figlia del leader del Popolo della Libertà. Marina, imprenditrice, presidente di Fininvest e di Mondadori, una delle donne più potenti e influenti al mondo, fra le altre cose parla anche del processo Ruby, che considera “una farsa”, qualcosa “che non doveva neppure cominciare”. Basti pensare che le presunte vittime “negano, o addirittura accusano l’accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l’ombra". E allora, di che parliamo? La verità è che le toghe rosse “hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti”. Come dare torto alla figlia del Cavaliere? Un processo durante il quale le domande dei pm “facevano pensare ben piu’ al voyeurismo che alla ricerca della verità”. Il processo Ruby – i giudici di Milano hanno chiesto 6 anni di carcere per Berlusconi – finirà “tutto in una bolla di sapone, come sempre, ma all’associazione della gogna non importa nulla di come andra’ a finire, interessa solo la condanna mediatica".
Secondo Marina, quello nei confronti di suo padre è “un attacco concentrico. Un assedio. L’obiettivo e’ chiaro: colpire una volta di piu’ mio padre, come politico, come imprenditore, ma anche nella sua dignita’ di uomo. E, una volta di piu’, per colpire Silvio Berlusconi non si fermano neppure davanti al rischio di fare danni gravi, molto gravi, all’intero Paese". In ogni caso “non ce la faranno: mio padre e’ stato molto chiaro. Non la si dara’ vinta ai signori della guerra, ad un sistema che da vent’anni paralizza l’Italia e su questa paralisi ha costruito le sue carriere e le sue fortune".
UNA SINISTRA CHE RINUNCIA A FARE POLITICA Per Marina Berlusconi, "uno dei piu’ gravi errori della sinistra, che mi pare stia pagando a carissimo prezzo, e’ stato proprio quello di aver rinunciato a fare politica, ad affrontare l’avversario sul terreno della politica. Ha preferito illudersi che altri provvedessero, in altri modi. Si e’ consegnata cosi’ alle procure e a determinati gruppi editoriali, ma ha fatto anche di piu’: ha perfino inseguito un ex comico che straparla di golpe, sperando che fosse lui a toglierle finalmente le castagne dal fuoco. Sia chiaro, una sinistra cosi’ non e’ un bene per nessuno: prima torna la politica, la buona politica, e meglio e’. Almeno questo, per quel che vale, e’ il mio auspicio".
"GRILLO E I SUOI? IL NULLISMO" A proposito del Movimento 5 Stelle, Marina Berlusconi afferma: "Per Grillo e i suoi guardiani della rivoluzione parlerei di nullismo, con l’antiberlusconismo e con il loro essere antitutto tentano di mascherare il nulla assoluto di programmi e proposte. La politica avra’ mille colpe, ma non puo’ finire nelle mani di un gruppo di dilettanti, o replicanti, allo sbaraglio. Certo, se poi i replicanti dimostrano di avere un’anima e un portafoglio, e se l’antipolitica va subito a impantanarsi nelle questioni piu’ ‘terrene’ della politica, rimborsi spese e diarie, beh, chissa’ che non ci siano presto sorprese".
"DE BENEDETTI? FA FORTUNA SULLE SFORTUNE ALTRUI" Non solo Ruby. L’imprenditrice parla anche del processo Unipol, di quello per i diritti Mediaset, e degli "attacchi al patrimonio". Cita "quell’esproprio da 564 milioni per la vicenda del Lodo Mondadori". De Benedetti “costruisce le sue fortune sulle sfortune altrui”. A Marina Berlusconi nell’intervista viene chiesto di commentare le affermazioni di De Benedetti, secondo il quale Silvio Berlusconi sarebbe non un imprenditore ma un impresario: “Certo che vedere De Benedetti dare lezioni di imprenditorialità… Proprio lui, con le macerie che si e’ lasciato alle spalle. Altro che imprenditore: lui era e resta solo un inarrivabile prenditore, il numero uno di quel capitalismo cannibale che pensa solo ad arricchirsi senza dare nulla in cambio, anzi, costruisce le sue fortune sulle sfortune altrui”. De Benedetti sponsorizza Matteo Renzi alla leadership del Pd, fa notare l’intervistatore a Marina Berlusconi: “Sono questioni che non mi riguardano – replica lei -. Anche se, visto com’e’ andata a finire per tutti quelli che finora hanno ricevuto l’investitura dell’Ingegnere, fossi in Renzi magari qualche scongiuro lo farei”.
3 MILIONI AL MESE A VERONICA Ci sono poi quei 3 milioni di euro al mese che Silvio deve dare, secondo decisione del Tribunale di Milano, alla sua ex moglie, Veronica Lario. Anche su questo la presidente di Mondadori ha da dire qualcosa: “Per chi avesse ancora dei dubbi sull’aria che tira nel palazzo di giustizia di Milano, c’e’ anche la sentenza sul divorzio di mio padre. La cifra fissata mi pare dimostri come ogni senso della realta’ e della misura sia stato ampiamente superato".
GOVERNO LETTA Marina Berlusconi a proposito del governo Letta: “Di fatto non ha ancora cominciato ad operare, verra’ giudicato dai risultati. Quel che e’ certo e’ che abbiamo bisogno di scelte, e scelte veloci”. Certo, “formule magiche non ne esistono”, ma è vero il fatto “che economie molto importanti hanno rifiutato la linea del rigore ad ogni costo".
































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