Rotta (Pd): “E’ una manovra che non aumenta le tasse, anzi le riduce”

“Abbiamo fatto un patto di realtà con i cittadini, senza promesse mirabolanti. Cannabis light? Credo che Casellati non sia stata una presidente super partes, ma che abbia agito con molta discrezionalità”

Alessia Rotta, vice capogruppo del PD alla Camera, è intervenuta su Radio Cusano Campus e sulla manovra ha detto: “Questa manovra è caricata di valore politico perché questo governo è nato per evitare l’aumento dell’Iva e ci siamo riusciti. Che questo non sia scontato credo che debba essere centrale. Anche perché accanto a questo non sono state aumentate le tasse, anzi sono state ridotte. Più soldi in tasca ai lavoratori per noi è un punto centrale, anche se sono poche le risorse che abbiamo in mano. Anche i segnali su sanità e ricerca sono importanti. La condizione in cui la sanità versa è dovuta al fatto che la politica non ha programmato abbastanza. La plastic tax e la sugar tax valgono l’1% della manovra, parliamo di qualche centinaio di milioni. Io sono stata contattata in questi mesi dai produttori di cartine per il tabacco che sono state tassate. Io credo che sia una tassa ingiusta perché infondo è come tassare il posacenere o l’accendino. Non si riesce a fare tutto subito, io credo che il governo sia stato sensibile. Spero che, al di là delle misure contenute nella manovra, si accorgeranno del fatto che la politica sta iniziando ad avere un patto di realtà, di verità nei confronti dei cittadini, anzichè essere stretti tutti i giorni tra promesse mirabolanti che hanno portato il Paese dov’è adesso. Credo che i cittadini abbiano anche il diritto di avere una politica onesta che non li mette di fronte a promesse che poi li lasciano in braghe di tela e con il conto da pagare”.

Norma su cannabis light giudicata inammissibile. “C’è una grande discrezionalità che ritengo politica. Credo che Casellati non sia stata una presidente super partes, ma che abbia agito, nelle sue facoltà, con molta discrezionalità”.

Sul fondo Megalizzi per le radio universitarie. “Abbiamo trasformato una proposta di legge per rendere le radio universitarie visibili, dandogli la giusta dignità. Noi pensiamo che riconoscere loro un finanziamento stabile da parte dello Stato sia un modo per dire che esistono. Ho sostenuto questo progetto perché conosco le radio universitarie, ho visto nascere la radio universitaria dell’Università Verona e ho capito quanto fosse importante questo lavoro”.