Roma, Morassut (Pd): “La Raggi viene solo a battere cassa, poi buca tutti i bandi”

“L’esercito nei campi rom? Non è possibile se il Comitato metropolitano non si riunisce mai. C’è una sciatteria che nasce dalle poche risorse a disposizione delle amministrazioni comunali”

Roberto Morassut, deputato del PD e Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

La relazione della Commissione periferie ha evidenziato il rischio di una nuova terra dei fuochi nella capitale. “Occorre – ha spiegato Morassut – un controllo maggiore e l’intervento di misure straordinarie di polizia e di esercito, ma per portare la polizia e l’esercito in un campo rom e fare un intervento radicale repressivo contro i roghi tossici, bisogna che scatti una richiesta del Comune e della prefettura locali che lavorano insieme nei comitati metropolitani per l’ordine e la sicurezza. Se questo comitato metropolitano non si riunisce mai e non dà indicazioni, non è che il Ministero della difesa e le forze dell’ordine possono andare lì per conto loro. Noi abbiamo chiesto a sindaco e prefetto che mettano a fuoco questa problematica e diano un’agenda chiara alle forze dell’ordine su come e dove intervenire”.

Emergenza occupazioni abusive. “C’è una sciatteria che nasce dalle poche risorse a disposizione delle amministrazioni comunali – ha dichiarato Morassut -. La Raggi è venuta diverse volte in commissione dicendo di aver bisogno di soldi per fare il suo mestiere di sindaco e questo è comprensibile. Però non è che si può venire solo a battere cassa, bisogna anche farle le cose. Il Comune di Roma buca tanti bandi, ad esempio non ha partecipato al bando per la videosorveglianza. Non è che si possono chiedere i soldi per la videosorveglianza e poi si bucano i bandi della Regione per avere 5 milioni di euro per le telecamere. Ci vuole un’amministrazione un po’ più accorta e concreta, che tolga un po’ di tempo alle parole per dedicarlo ai fatti”.