In una intervista a Repubblica, Guido Bertolaso, ex candidato di FI a Roma, sostiene di essere stato lui a persuadere Berlusconi ad appoggiare Marchini e non Meloni: "Sono stato io a stoppare Berlusconi. La sera del 20 aprile, era appena arrivato il famoso sondaggio della Ghisleri, ero stato invitato a cena a Palazzo Grazioli, insieme allo stato maggiore di Fi. Solo che io, impegnato altrove, sono arrivato tardi. Lì mi sono trovato davanti a un plotone di esecuzione: avevano già convinto Silvio a farmi ritirare e a convergere su Giorgia. Era fatta. Il fronte del Nord — Romani, Toti, Santanché — era al settimo cielo" "’Voi siete liberi di andare con chi volete’, gli ho risposto, ‘ma non potete chiedermi di sostenere Meloni’. Per il semplice fatto che la ritengo inadatta a fare il sindaco di Roma. Al che Silvio dice: ‘Noi però non possiamo perdere la faccia così". E ‘neppure io’, ho replicato, ‘è una questione di dignità’. Non potevo certo allearmi con uno come Salvini, la cui ragione sociale è avere una capitale debole, in declino. Un fascista che sputa sul tricolore e sostiene che il presidente Mattarella è un ubriacone. Berlusconi ha capito e ha ribaltato il tavolo".
E aggiunge: "Ci ho messo quasi una settimana a convincere Silvio. Sono io che ho portato Alfio da lui la notte del 25. Berlusconi non voleva: ‘Piuttosto che rompere la coalizione, andiamo avanti da soli’ diceva. Ma io avevo tutta Forza Italia contro, c’erano candidati in consiglio comunale che facevano manifesti senza neanche mettere il mio nome. Non c’erano più le condizioni. Io l’ho capito e ho fatto quello che ritenevo più giusto per il bene della città".
Bertolaso sostiene anche che Berlusconi non riteneva Marchini "all’altezza di risolvere i problemi della città Al che gli ho garantito: mi metto a disposizione io, gli darò una mano. E lui ha ceduto. Lo ha detto bene ieri: ‘Con lo charme di Alfio e la concretezza di Guido andremo lontano’. Offrirò la mia road map e le mie competenze". E otterrà un posto in giunta? "Alfio si è reso conto che per come è ridotta Roma servirebbero dieci sindaci, non uno solo". Bertolaso dà anche la sua versione sul perché Meloni, dopo averlo sostenuta, ha fatto retromarcia e si è candidata: "Me l’ha detto lei: ‘Non posso consentire che Fdl vada sotto il 10%’. L’ha fatto per meri calcoli di bottega. Non certo per amore di Roma", "la verità è che lei e Salvini avevano fatto male i conti. Pesavano che fossi uno manovrabile, incline a prendere ordini da loro. Ma la mia storia è quella di un uomo che ha saputo resistere a pressioni politiche anche violentissime. Volevano comandare. Non ci sono riusciti. E hanno usato ogni pretesto per ammazzarmi".
Bertolaso dice anche di sentirsi "Sollevato. E pronto a impegnarmi per Roma". Inoltre riferisce che alcuni giorni fa era con un amico al mercato di Campo dei Fiori e "una signora, che stava facendo la spesa al mercato, mi corre dietro con tutto il carrello e urla: ‘Lei, lei mi ha proprio deluso, non si doveva ritirare! lo gli menerei’. Allora il mio amico fa: ‘Lo faccia signora, lo faccia’. E lei mi ha dato uno schiaffo, ma uno schiaffo vero".






























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