Rimborsi Basilicata, 3 arresti. Governatore si dimette

La giornata piu’ nera in assoluto della storia politica lucana e’ cominciata stamani con gli arresti domiciliari per due assessori di centrosinistra e per il capogruppo del Pdl e si conclusa in serata con le dimissioni del presidente della giunta, Vito De Filippo (Pd), che aprono allo scioglimento anticipato del consiglio regionale. Una vera e propria catastrofe. De Filippo, che prima di dimettersi ha azzerato la giunta e ha nominato i nuovi assessori, ha vissuto una delle giornate piu’ drammatiche da quando e’ in politica: non coinvolto nell’inchiesta sui rimborsi, ne risulta pero’ la ‘vittima’ piu’ illustre. Toni amarissimi nella lettera di dimissioni. Ha scritto che ‘il primo esempio da dare e’ quello di affermare che la politica e’ una disponibilita’ di servizio agli altri, non una bramosia’; e ha sottolineato che le ipotesi di reato a carico degli indagati sono ‘forse non penalmente rilevanti, ma umanamente odiose’.

In poche settimane il centrosinistra lucano (e il Pd, in particolare) e’ passato dalla gioia per l’elezione di Roberto Speranza a capogruppo del Pd alla Camera e dalla nomina del senatore Filippo Bubbico (Pd ed ex presidente della Regione a sua volta) fra i ‘saggi’ del Capo dello Stato, alle dimissioni del governatore e ad una anticipata fase elettorale, che ora appare tutta da decifrare. E da temere, soprattutto.

I tre agli arresti domiciliari, sette consiglieri e un ex consigliere raggiunti dal divieto di dimora hanno effettivamente dato un colpo violento all’immagine di una Basilicata che ha sempre cercato di distinguersi dalle altre Regioni del Mezzogiorno (spesso riuscendovi). Ma le parole – pesanti come pietre – del gip di Potenza, Luigi Spina, fanno ancora piu’ male. Nell’ordinanza di arresti domiciliari per Vincenzo Viti (Pd, assessore al lavoro, ex deputato Dc), Rosa Mastrosimone (esterna Idv, assessore all’agricoltura) – che si sono dimessi – e Nicola Pagliuca (deputato di Forza Italia dal 1996 al 2001 e attuale capogruppo del Pdl), il magistrato ha parlato di ‘scenario desolante e imbarazzante’, di ‘vero e proprio sistema di condivisa e diffusa illegalita”, della ‘tracotante convinzione di immunita” degli indagati, protagonisti di un ‘vario e diversificato ‘catalogo” di richieste illecite.

Valutazioni condivise dal Procuratore della Repubblica, Laura Triassi, che ha parlato di uno ‘scenario di diffusa illegalita”. Qualcuno ha presentato persino ricevute fiscali per consumazioni alle quali era stato applicato lo ‘sconto camionisti’. Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia hanno indagato per rimborsi illeciti percepiti fra il 2010 e il 2011 (il loro lavoro e’ stato coordinato dai pm Francesco Basentini e Sergio Marotta, che hanno poi chiesto le misure cautelari al gip). Viti ha incassato 18.566 euro; Mastrosimone 12.193; Pagliuca 18.022.

Uomini politici e amministratori (i tre arrestati e gli altri) titolari di ‘trattamenti retributivi piu’ che dignitosi’ hanno chiesto il rimborso di ‘spese banali ed irrisorie, giungendo in qualche caso a livello eticamente imbarazzanti’. Viti si e’ preso dal gip il titolo di ‘specialista’ nella presentazione di ricevute per spese di ristorazione non sostenute; Mastrosimone ha presentato anche uno scontrino di 9,30 euro per sigarette e gomma da masticare; Pagliuca ha chiesto il rimborso anche di 32,80 euro per alcuni cd musicali e persino di 130 euro per le paste offerte il giorno del compleanno. Come e’ stato possibile? Ha scritto il gip che ‘la mancanza di un efficiente controllo da parte dei vertici consiliari ha sicuramente contribuito ad innescare il fenomeno collettivo’. Basandosi anche sulla testimonianza di un funzionario della Regione, il magistrato ha detto chiaramente che ‘fino ad oggi nessun correttivo e’ stato adoperato e a tutt’oggi nessuna procedura di controllo, interno o esterno, e’ stata attivata’. Non proprio: l’obbligo di fare i rendiconti e’ stata modificata, da semestrale ad annuale, ‘in senso solo dilatorio’, ha chiosato il gip, ‘con la conseguenza che gli stessi controlli, allo stato del tutto eventuali, non sono in grado di impedire, neanche per il futuro, condotte analoghe’.