Riforme, quei pesci in faccia a Grillo – di Leonardo Cecca

Il 7 luglio 2014 sarà un giorno che resterà nella memoria di Grillo per i pesci che ha ricevuto in faccia. Aveva iniziato la giornata alla grande non accettando l’invito del Pd a rispondere, prima della riunione delle ore 15,00, per iscritto alle proposte circa la nuova tanto sospirata legge elettorale. Colui che voleva governare l’Italia e poi l’Europa ha voluto fare la voce grossa o meglio non presentare nessun scritto che lo potesse poi imbrigliare per il futuro; questa volta, però, non ha trovato Bersani a supplicarlo, ma Renzi che gli ha chiuso la porta in faccia rinviando a data da destinarsi la riunione, mostrando quelle palle di cui il vocabolario di Grillo è intriso. Non fosse mai!

Subito sia Grillo che qualche suo baldo seguace si son messi ad inveire contro il Pd tacciandolo persino, e questo è veramente comico detto da loro, di scarsa affidabilità ed il tutto condito dai rituali sproloqui. Nel frattempo, poichè c’era un altro bel po’ di pesce da far volare in faccia a qualcuno, dalla Ue è giunta la notizia che il gruppo 5 stelle è stato escluso da tutte le cariche del Parlamento europeo, non ha avuto, cioè, nessuna delle quattordici vicepresidenze del Parlamento, né alcuna presidenza o vicepresidenza di commissione. Certo, dopo quell’intervento da illuminato statista che giorni or sono Grillo ha fatto a Strasburgo, i pentastellati che tanta sapienza hanno esternato in questi anni, cosa potevano aspettarsi?

La notizia, come era ovvio aspettarsi, ha scatenato le solite panzane. Alla fine, alle 20,05, forse rinsavito da tante "merluzzate", il m5s pubblica sul suo blog le risposte alle 10 domande poste dal Pd e sono tutti sì. Fine della "gloriosa" giornata ittica del m5s.