Riforme, Berlusconi azzera dibattito Forza Italia: ‘datemi fiducia e votatele’ – di Ricky Filosa

Former Italian Prime Minister and president of the Italian center-right Forza Italia (FI) party, Silvio Berlusconi gives a speech on May 22, 2014 in Rome where he holds a rally to support the party's candidates for the upcoming European elections to be held from May 22 to May 25. AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO

Silvio Berlusconi è giunto nella sede del partito, in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma, intorno alle 15 e 30 di un martedì caldissimo, non solo dal punto di vista del meteo. In programma c’è l’incontro con i gruppi parlamentari di Forza Italia: sul tavolo, le riforme.

Un incontro durato meno di un’ora, intorno ai 45 minuti, e durante il quale ha parlato solo lui, il Cavaliere. La sintesi? Votare il patto del Nazareno è “indispensabile”, Matteo Renzi le riforme “ha i numeri per farsele da solo”, quindi “nessun dibattito”, “datemi fiducia e votate le riforme”.

Berlusconi dunque non ha permesso a nessuno di intervenire, ma ha posto una questione di fiducia su se stesso: in questo modo il dibattito non c’è stato e alla fine della riunione già sulle agenzie piovono comunicati azzurri che assicurano, “siamo tutti con Berlusconi”.

Il testo delle riforme, ha sottolineato Silvio, è stato migliorato grazie all’ottimo lavoro svolto da Romani. Forza Italia, ha detto ancora, deve continuare a sedere al tavolo delle riforme perchè solo in questo modo si possono portare a casa dei risultati e dei miglioramenti al testo, visto che già ora, grazie all’impegno di Romani – ha ribadito – ci sono stati grandi passi avanti rispetto al testo iniziale del governo.

Berlusconi ha poi chiesto ai suoi di evitare litigi, a colpi di dichiarazioni e comunicati stampa: gli elettori non ci hanno premiato alle europee – è il ragionamento del leader azzurro – perchè non hanno capito le nostre liti da spogliatoio.

Patto del Nazareno che va onorato, dunque. Pur restando Forza Italia all’opposizione del governo Renzi, in particolar modo per quanto riguarda i temi economici. Un’opposizione che sarà sempre più forte: anche per questo B ha dato mandato a Renato Brunetta per condurre ”un’opposizione seria e ferma” sui provvedimenti economici del governo.

Dunque, dibattito annullato. Era del resto prevedibile: Silvio è sì capace di ascoltare tutti, ma poi decide da solo. Perché alla fine la verità è che si fida solo di se stesso. A questo punto, che fine farà chi, come Raffaele Fitto, ha posto delle questioni di merito in campo di riforme e non solo? Non possiamo saperlo. Quel che sappiamo con certezza è che l’incontro di B con i gruppi di Forza Italia ha avuto una coda velenosa.

Il Cav, infatti, sarebbe stato protagonista di un vero e proprio scontro con il senatore ‘dissidente’ Vincenzo D’Anna. Di fronte alle critiche dell’esponente del gruppo Gal, il Cav sarebbe alla fine sbottato chiedendogli di lasciare il partito e di passare con il Nuovo centrodestra. Qualcosa del tipo “vattene con Alfano”. A far impuntare D’Anna sarebbe stata la proposta del Cav di deferire al collegio dei probiviri chi mette pubblicamente in difficoltà il partito (a proposito di “liti negli spogliatoi…”). Ma l’uomo di Arcore è stanco di litigi interni al partito. Perché una cosa, spiega, è discutere e confrontarsi, ma tutto ha un limite. Insomma, l’uomo non cambia: “ghe pensi mi”, faccio tutto io, ho ragione sempre io. Se volete è così, se vi sta bene seguitemi, se la cosa non ci piace, beh… Trovatevi un altro partito. E un’altra poltrona.