Ricci (CGIE), “condivisibile la posizione dell’Italia sulla crisi in Venezuela”

Secondo il consigliere CGIE "non si tratta affatto di 'lasciare soli gli italiani in Venezuela', semmai il contrario, e di offrire un concreta chance di superamento della gravissima crisi internazionale che si è creata”

Secondo Rodolfo Ricci la posizione dell’Italia sul caos Venezuela “è condivisibile”. Il vicesegretario di nomina governativa del Consiglio generale degli italiani all’estero, in merito alla posizione del governo italiano sulla crisi in Venezuela, ha le idee chiare, a suo modo: “Ritengo che la posizione italiana sia condivisibile e costituisca uno dei pochi successi che si possono riconoscere a questo governo, che ho avuto modo di criticare in altri ambiti di azione, a partire da quelli sull’immigrazione”.

L’Italia, com’è noto, non ha riconosciuto Juan Guaidò come presidente ad interim (lo hanno fatto Regno Unito, Spagna, Francia, Austria, Svezia, Olanda e Germania). Ricci crede che sul tema Venezuela è “decisiva, in positivo, la posizione assunta dal nostro paese e al richiamo al dialogo e alla pacificazione”.

“Mi sento di dare un giudizio molto positivo sull’accordo raggiunto dall’Ambasciata italiana a Caracas e dal Maeci (che ha fruito anche della collaborazione del Consigliere Cgie Nello Collevecchio), sulla possibilità di distribuzione alla collettività italiana di medicinali in 24 punti di distribuzione nel paese – prosegue Ricci – Questa questione costituì elemento di richiesta reiterata fin dalla precedente consiliatura del Cgie, sulla quale per molto tempo non si ottennero risultati. Credo che vada dato atto al Maeci e a chi ha operato nella circostanza, di aver conseguito un positivo e importante risultato, sia per il metodo seguito – che dimostra la possibilità di una interlocuzione positiva con il governo venezuelano -, sia per il sollievo che produrrà a tanti connazionali. Il Cgie lo ha giustamente rivendicato come un suo risultato anche per l’impegno profuso in questi anni dal consigliere Nello Collevecchio, come ha ricordato anche il segretario generale Michele Schiavone”.

Secondo Ricci con la decisione italiana “non si tratta affatto di ‘lasciare soli gli italiani in Venezuela’, semmai il contrario, e di offrire un concreta chance di superamento della gravissima crisi internazionale che si è creata; in accordo con quanto deciso a maggioranza all’interno dell’OSA e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: in entrambi questi importantissimi consessi, come accennato, le posizioni interventiste e miranti al riconoscimento unilaterale dell’autoproclamatosi presidente Guaidò sono risultate in minoranza. In entrambe ha vinto la posizione della non ingerenza e del richiamo al dialogo e alla riconciliazione nazionale”.

“Sul piano del diritto internazionale, la posizione dell’ONU – prosegue Ricci – non è inferiore a quella del Parlamento Europeo, casomai sovraordinata, in particolare quando si tratti di aree e di paesi che sono fuori della giurisdizione europea”.

“Il 7 febbraio inizierà a Montevideo il lavoro del gruppo di contatto promosso dall’Uruguay e dal Messico, e di cui fanno parte diversi paesi europei, ivi inclusa l’Italia e l’Alto rappresentante per la politica estera della UE, Federica Mogherini. Da questo punto di vista, il risultato italiano è importante anche perché colloca il nostro paese nella migliore posizione per rappresentare e tutelare tutta la nostra collettività in Venezuela”.

“Noi dovremmo avere l’accortezza e la capacità di rappresentare la collettività nel suo insieme ed evitare opzioni che non ci spettano, tantomeno come CGIE – afferma Ricci in conclusione -, se non il richiamo a tutte le parti a sedersi e a discutere fino a raggiungere un accordo solido che consenta al paese di superare l’ennesima crisi e di migliorare la situazione di tutta la popolazione sia sul piano sociale che economico, sia su quello dei diritti politici e di cittadinanza”.