Renzi, minoranza Pd continua a remargli contro: ‘perché andare alla Leopolda?’

Mentre Matteo Renzi continua ad essere il leader più amato dagli italiani, la minoranza interna al suo stesso partito non smette di remargli contro. Massimo D’Alema sostiene, in una intervista al Sole 24 Ore, che sull’articolo 18 si sta cercando di fare "una battaglia tutta ideologica. Si è detto ‘non esiste più il posto fisso’. Ma questo è noto da venti anni. Da allora sono state fatte varie riforme del lavoro. E ora il problema è l’eccesso di precarietà, non il contrario. È lo stesso governo, giustamente, a sostenere che la filosofia del Jobs Act è quella di promuovere un numero maggiore di contratti a tempo indeterminato. Quindi, evidentemente, anche per Renzi il posto fisso è un valore positivo".

"Trovo stravagante che si parli di articolo 18 e poi si voti una delega dove di articolo 18 non c’è traccia" sottolinea l’ex premier e oggi presidente della Fondazione di cultura politica Italianieuropei, "parliamo dei temi veri del riformismo. Oggi la priorità è risollevare la produttività del lavoro e in questo senso credo che dovremmo aprire una discussione seria sul decentramento dei contratti. I sindacati andavano ingaggiati su questo. E’ qui che ci differenziamo davvero dalla Germania, è qui che i tedeschi ci battono".

Ad una domanda se abbia indurito il suo atteggiamento verso il premier perché non avrebbe mantenuto l’impegno a nominarlo rappresentante della politica estera europea, D’Alema risponde: “Se uno dovesse litigare con Renzi perché lui viene meno alla parola data, la lista dei litiganti sarebbe infinita. No, io vivo felice, non ho problemi di carattere personale. Discuto del merito delle questioni”.

Si fa sentire anche Rosy Bindi, che ad Agorà, su Rai 3, spiega:  “Ho definito la Leopolda imbarazzante, perche’ ho risposto a chi mi chiedeva se non fossi imbarazzata a essere in piazza con la Cigl. L’imbarazzo per me sta nel fatto che la classe dirigente, che ha nel partito l’80%, non ha bisogno di andare altrove per parlare di programma di governo, lo fa con tutto il Pd, non lo fa con Serra. Perche’ si deve andare alla Leopolda?".

"Renzi ha vinto il congresso anche grazie a persone che come me non si sono opposte al fatto che lui diventasse presidente del consiglio – ha aggiunto Bindi – nessuno vuole fare le scissioni, ma se il Pd ha questa mutazione cosi forte e’ chiaro che finisce per non rappresentare piu’ una parte di quel 40%". Per Bindi, inoltre, "questa finanziaria non affronta il grande tema della poverta’, non c’e’ un euro per gli investimenti. Questa situazione non si risolve con le battute, non parlando col sindacato ne’ con la minoranza del partito".

"La promozione da parte dell’Europa e’ un primo buon risultato ottenuto dal governo, che ha preparato questa legge di stabilita’. L’Europa incomincia a capire che bisogna cambiare passo, cambiare le politiche. Il fatto che sia stata ‘promossa’ anche la Francia dimostra che c’e’ una nuova attenzione. E questo e’ anche merito di Renzi. Ora pero’ bisogna entrare anche nel merito delle scelte. Se pero’ non ci fossero stati Monti e Letta oggi il tesoretto Renzi non lo avrebbe".