Renzi, Marina e le società partecipate – di Roberto Pepe

E’ inutile che Renzi se la prenda con Moretti e Marino ce l’abbia con i vertici dell’AMA (e con tutte le Società comunali): non sono i singoli a non funzionare. E’ l’intero sistema delle Partecipate e Municipalizzate che (alla lunga) non può assolutamente funzionare in una società liberista occidentale. Semplicemente perché queste “Società per Azioni” sono finte nella loro identificazione del diritto. Esse accumulano tutti i peccati del sistema pubblico nelle assunzioni, nelle carriere, nel nepotismo e nell’inciucio politico, utilizzando, invece, il sistema privatistico nel non fare concorsi, gare d’appalto e concedendo il subappalto a ditte “amiche”, i cui lavori finali non saranno mai controllati nella qualità d’esecuzione, in quanto il “controllato” è a tutti gli effetti anche il “controllore”. Il tutto attivato ed eseguito con i soldi pubblici, in quanto le quote di proprietà delle S.p.A. in questione sono pagate dal contribuente, con l’aggravante anticostituzionale che la Corte dei Conti non può controllare la gestione dei predetti soldi pubblici, poiché diventati – con la bacchetta magica – “privati”.

Se aggiungiamo che l’Europa ha già preteso la chiusura dell’IRI S.p.A. in quanto società supportata dallo Stato con carattere monopolistico, si può determinare senza ombra di dubbio che tutte le predette Partecipate e Municipalizzate sono tassativamente da liquidare decidendo se “privatizzare” effettivamente la Società (vendendo le quote pubbliche a veri privati) o assumere la gestione del servizio a cura dello Stato o di un Ente locale. Ma per legge dovrebbe essere chiarito che “inciuci” sociali misti dovranno essere assolutamente vietati per legge!

Questa è una rivoluzione sociale reale, caro Renzi o Marino, non quella di cambiare qualche personaggio… fino alle prossime elezioni! Questo lo si faceva ai tempi della DC-PCI.