Renzi al Tg5, “non mi faccio dettare le regole da Bruxelles”

“L'Italia dà ogni anno 20 miliardi all'Ue, decisione del governo Monti, e ne riceve solo 12, io mi sono stancato, questo meccanismo non può andare avanti”

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Matteo Renzi, intervistato dal Tg5, torna a ribadire che la legge di Stabilità “non si cambia, noi rispettiamo le regole”. Il presidente del Consiglio è convinto che la manovra sia una legge votata alla crescita e che Bruxelles dovrà prenderne atto e non mettersi a discutere sui decimali. Sul tema migranti: “Se vogliono che l’Italia spenda meno per l’immigrazione, e siamo d’accordo, inizino a fare quello che hanno promesso e non ancora fatto: aprire loro le porte ai migranti”.

“L’Italia dà ogni anno 20 miliardi all’Ue, decisione del governo Monti, e ne riceve solo 12, io mi sono stancato, questo meccanismo non può andare avanti”. Il dito è puntato sul fiscal compact, sulle regole europee che andranno modificate, ma il presidente del Consiglio non mette in dubbio il via libera di Bruxelles alla manovra. Si lavorerà ad una soluzione di compromesso dopo il 4 dicembre, ma al momento – questa la convinzione del premier – c’è un allarmismo ingiustificato.

“Noi abbiamo fatto le cose in regole”, ha ripetuto il premier al tg5, “ci sono delle clausole eccezionali. Non mi faccio dire cosa fare da qualche tecnocrate. E’ Bruxelles che ha qualcosa da farsi perdonare, noi pensiamo alla stabilità dei nostri figli”.

TERREMOTO “A due mesi dal terremoto non c’è più nessuno nelle tende. Il decreto arriva in Parlamento e io spero che tutti i partiti all’unanimità lo approvino”. Renzi ha ricordato che nella legge di Bilancio ci sono “due clausole eccezionali che abbiamo inserito: una è il terremoto e l’altra è l’immigrazione”.

EQUITALIA Con la cancellazione di Equitalia “non cambia il nome, cambia il principio, il concetto. Equitalia è oggi una Spa che deve puntare a fare utile ed è pensata, per così dire, per spennare il cittadino. Io credo sia stato un errore concepirla in quel modo. Ora sarà un ente pubblico economico, non più una Spa”. Con la rottamazione delle cartelle, ha detto ancora il premier, “saranno cancellate le sanzioni e gli interessi di mora, si pagherà solo quello che si deve pagare” e poi “prima dell’ufficiale giudiziario ai cittadini sarà mandato un sms”.