Renzi, ‘cambiare l’Italia per cambiare l’Europa’

Matteo Renzi, parlando all’assemblea di Business Europe, l’associazione delle confindustrie europee, ha detto: "Stiamo vivendo un momento molto particolare, abbiamo due obiettivi: il primo è di cambiare la linea dell’Ue, non per un paese ma per tutti paesi membri. Ma prima di questo – ha precisato – dobbiamo cambiare l’Italia, dobbiamo dare il messaggio di un cambiamento radicale in Italia. Non perché do priorità al mio paese, ma perché credo che sia l’unico modo per dare credibilità alla nostra azione, è come una password, come un pin per il telefonino".

"Serve una nuova visione del sogno europeo", ha detto il presidente del Consiglio. "L’Europa e’ stata creata come un posto in cui ci sono strategie per il futuro che devono essere all’altezza dei nostri sogni. Io rispetto i vincoli di Maastricht, ma e’ possibile affermare che il mondo rispetto al ’92 e’ cambiato, dobbiamo parlare di un nuovo paradigma per l’economia".

“Da gennaio abbiamo cambiato il regime fiscale, un messaggio molto importante di riduzione delle tasse. L’idea è quella di provocare i vostri colleghi per dare libertà contro il sistema tradizionale italiano", ha sottolineato il premier. "Si deve rendere piu’ semplice il sistema fiscale, andare avanti nella lotta contro la corruzione del sistema pubblico – ha aggiunto Renzi- riformare la giustizia, credo che ci sia uno spread tra Italia e gli altri paesi sulla giustizia civile, c’e’ un vero problema per quanto riguarda il processo civile". Tra le altre riforme, il premier ha ricordato quella del lavoro, della legge elettorale e della Costituzione, "giorno per giorno dobbiamo implementare queste riforme".

"A dicembre sara’ votata la riforma per cambiare il nostro sistema di lavoro. Da gennaio avremo cambiato il regime fiscale del mercato del lavoro", ha aggiunto Renzi. "Daremo un messaggio molto importante sulla riduzione delle tasse sul mercato del lavoro".  E "con la riforma della legge elettorale il vincitore sara’ chiaro. In Europa se dico questo mi rispondono ‘ma sei matto è normale’ ma nelle elezione in Italia non è così. Nel passato e’ sempre stato difficile capire chi era il vincitore".