Reddito di cittadinanza, Conte: “Per i furbi fino a 6 anni di galera”

“Questa riforma contiene contromisure adeguate. E in fase attuativa saremo molto vigili contro i furbi che pensano di poter abusare di questa misura”

In una intervista al quotidiano La Stampa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte conferma il via libera di oggi al decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. Oggi “sarà un giorno importante: approveremo le misure più qualificanti dal punto di vista politico e sociale della nostra attività di governo”.

Conte esclude la possibilità di illeciti per quanto riguarda il reddito: “Questa riforma contiene contromisure adeguate. E in fase attuativa saremo molto vigili contro i furbi che pensano di poter abusare di questa misura”, “abbiamo predisposto strumenti di controllo in modo da poter incrociare le banche dati e di permettere all’Inps e alla Guardia di Finanza di fare tutte le verifiche sulle dichiarazioni Isee. Sono fiducioso che le misure saranno efficaci per contrastare gli abusi”.

Non solo, “abbiamo previsto il carcere fino a 6 anni per chi fornisce dati falsi o continua a lavorare in nero. Mi sembra una pena sufficiente a scoraggiare qualsiasi furbetto”.

Il premier conferma poi l’erogazione dei primi sussidi ad aprile: “Stiamo lavorando proprio per questo. E’ chiaro che è una road map con tempi molto stringenti e un percorso serrato, ma abbiamo già iniziato a lavorare per l’attuazione del provvedimento e farci trovare pronti”.

BREXIT, DIFENDIAMO NOSTRI INTERESSI

Sulla Brexit “da europeo non era questo l’esito che si poteva auspicare: crea grande incertezza e suscita preoccupazione. L’Italia aveva recitato un ruolo importante nella definizione dell’accordo ora respinto dal Parlamento inglese. L’avevamo fatto anche perché un esito ordinato ci avrebbe messo al riparo dall’incertezza dei mercati e per tutelare appieno i nostri interessi nazionali, a partire dai diritti dei cittadini italiani residenti in Gran Bretagna e dalla protezione delle nostre eccellenze alimentari. Cosa che continueremo a fare anche nell’attuale scenario. All’ultimo Consiglio europeo di dicembre scorso, quando parlammo di Brexit, sollecitai tutti a lavorare anche alla prospettiva del ‘no deal’ per non rimanere impreparati. Una prospettiva che ora, purtroppo, si fa molto concreta”.