Quella magistratura che ci fa vergognare di essere italiani – di Leonardo Cecca

Finalmente questo governo ha dato una mano ai magistrati troppo indaffarati a sbrigare pratiche ormai ammuffite nei vari magazzini dei tribunali, ove giacciono anche da qualche decennio: ha infatti cancellato il reato di clandestinità. A voler essere un incallito peccatore viene quasi il sospetto che abbia voluto fare un regalo a chi gestisce i centri di accoglienza: aumenteranno a dismisura gli sbarchi con tutto quello che ne consegue, ivi compreso un continuo e sempre maggiore sperpero di denaro pubblico. Ma cosa non si fa per qualche voto in più, per qualche regalino agli amici e per un decrepito populismo.

In un paese dove ormai la mancanza di sicurezza, in particolar modo degli anziani, regna sovrana, i nostri governanti non potevano partorire un obbrobrio maggiore. Purtroppo esempi in cui la magistratura, forse perché troppo oberata di lavoro, perde tempo e dignità sono all’ordine del giorno ed ormai sono alla stregua delle barzellette. C’è l’impiegato comunale che viene processato, almeno due anni di processo, per aver fatto 9 fotocopie per fini personali, un processo durato 5 anni per un rumeno che aveva rubato 3 lamette da barba etc, etc. Come disse Einstein, alla stupidità non c’è limite e lo stesso lo si può dire per l’inciviltà che impera nel nostro malandato paese.

Il caso più sconcertante e più vergognoso è che un "incallito criminale" di 74 anni, gravemente malato, è stato rinchiuso nelle patrie galere in quanto il giudice di sorveglianza non ha "trovato" alcun motivo valido per concedergli almeno gli arresti domiciliari. E’ doveroso far notare che il carcerato deve scontare una condanna di 4 anni e 7 mesi per un reato commesso nel 1990. Tra rinvii e ricorsi si è arrivati "finalmente" al 14 marzo del 2014, data in cui uno "stato di diritto", nonchè "culla del diritto", pronuncia tramite la Corte di Cassazione il verdetto definitivo. La vergogna non deve limitarsi solo ai "soli" 23 anni per arrivare alla conclusione del processo, ma deve comprendere anche il fatto che si mette in galera un vecchio malato che in questi 23 anni si è comportato da persona perbene.

Ebbene se questa è la nostra giustizia, la quale mette in libertà dopo due giorni chi ha ucciso per eccesso di velocità, chi ha ucciso per guida in stato di ebbrezza, chi partecipa con il volto coperto a manifestazioni durante le quali oltre ad ingenti danni assalta vergognosamente le forze dell’ordine, e qui mi fermo causa mal di stomaco. Purtroppo è sempre più pressante il desiderio di gridare ai nostri pomposi e tronfi rappresentanti dei poteri dello stato che ci vergogniamo di essere italiani e, soprattutto, ci vergogniamo di loro.