Politiche 2013, elezioni in arrivo – di Marco Zacchera

Non chiedetemi ora cosa votare il 24 febbraio perché per quanto mi riguarda ancora non lo so, non essendo definita la “griglia” dei partiti e movimenti che saranno in lizza né i candidati che si presenteranno, né il loro posto sicuro, incerto o solo d’immagine a seconda della singola posizione di lista. Ciò premesso è ovvio che io sono una persona che resta e si considera fermamente di centro-destra, ma mi sembra giusto vedere ed ascoltare prima cosa succederà, almeno fino al deposito formale di liste ed alleanze.

Intanto, giusto oggi un anno fa, dopo 18 anni uscivo dal parlamento e in queste ore penso alle vigilie frenetiche di tante campagne elettorali e non mi dispiace questo inedito (per me) ruolo di osservatore più tranquillo, ma libero di esprimere con pacatezza le proprie riflessioni.  Nella grande confusione generale che c’è mi sembra che piano piano però le cose si stiano cominciando a chiarire. Per esempio l’alleanza del centro-destra con la Lega è un fatto importante e strategico che riapre i giochi al Nord e quindi – almeno al Senato – spariglia tutto il quadro delle alleanze, tanto da mettere in forse la stessa preannunciata vittoria di Bersani.

Osservo le performance televisive di Berlusconi che è tornato pimpante, il progressivo indebolimento di Monti che ogni volta che va in TV perde in credibilità, ma anche altri movimenti – da quello di Ingroia a quello di Oscar Giannino  (che sarà a Verbania ospite di “Milleventi” venerdì 18 gennaio alle 21 presso l’auditorium della “Famiglia Studenti”) – che vanno ascoltati senza preconcetti.

Vedo complessivamente in frenata la “corazzata” del PD che ha avuto la serietà di presentare per primo le sue liste, ma anche riducendo le “primarie” a poco più che operetta visto che alla fine hanno prevalso molte logiche di vertice, spartizioni e una bella dose di “paracadutati” dal centro. Soprattutto sta già crescendo il contrasto Bersani-Vendola,  fotocopia di litigi passati che portarono il governo  Prodi alla tomba. E’ qui il punto centrale della debolezza del PD:  se per vincere deve allearsi con la sinistra più estrema non può pensare di governare con credibilità e coerenza.

Seguo con attenzione il nuovo movimento  “Fratelli d’Italia” che in una prospettiva di alleanza con il PDL mi sembra raccolga una buona parte dell’elettorato che fu di AN con significative aperture a nuovi nomi (a cominciare da Crosetto) anche se mi dispiace assistere alla diaspora di un mondo che per me era la cosa più importante.

Spunti, sensazioni: credo che il primo dovere di un sindaco sia oggi lavorare per tenere insieme la propria maggioranza e quindi agire con serietà e nel rispetto di tutti i suoi alleati. Non mancherò di continuare così, ma anche chiarendo bene il mio pensiero nelle prossime settimane: avremo tempo di dibattere.

*già deputato PdL, sindaco di Verbania