PdL, ritorno a Forza Italia: partito il conto alla rovescia – di Andrea Di Bella

Il ritorno a Forza Italia è imminente. Lo ha annunciato Daniela Santanché, e ancora qualcuno pensava fosse uscita di senno (alcuni parlamentari azzurri compresi). Poi l’annuncio con sferzata finale di Silvio Berlusconi in persona: ritorna Forza Italia e sarò ancora io il numero uno. E casca il mondo. Come? E il Popolo della Libertà? Resta come coalizione. La nuova Casa della Libertà sarà il Pdl, all’interno del quale orbiteranno tutte le forze alternative alla sinistra. Tra queste la nuova Forza Italia.

Ritorno al futuro, più che ritorno al passato. Anzitutto perché Berlusconi ha sempre detto che così com’era il Pdl non andava più. E la responsabilità, mi permetterete, non è nemmeno del Cavaliere. La fusione tra i sei movimenti che fecero il Pdl, tra questi Forza Italia e Alleanza Nazionale, non fu così troppo fredda come si vuole far credere. Erano tutti ben coscienti. C’è da dire, però, che alla riunificazione dei movimenti liberali, riformatori, anti tasse sotto un’unica effige ci ha creduto sempre e solo il Cavaliere. Gli altri hanno accettato di parteciparvi sol perché si sentiva aria di vittoria. Specie nel dopo-Prodi, nel 2008. Così fu: il Popolo della Libertà prese da solo quasi il 40%, e portò a Palazzo Chigi un presidente del Consiglio più forte che mai.

Poi sappiamo come è finita. Ed io azzardo la versione che tutti sanno. La colpa di tutto è da attribuire a un nome e un cognome: Gianfranco Fini. La sua defezione nel 2010 – che provocò un terremoto nel centrodestra italiano – ha in modo inequivocabile compromesso gli equilibri di tutto un sistema politico, istituzionale e riformatore i cui danni sono percepiti ancora oggi. Cadde il governo, Mario Monti, il governo di Enrico Letta. Niente di tutto questo sarebbe successo se l’ex leader di Alleanza Nazionale non avesse messo in atto quella che tutti ammettono essere stata una vera e propria stronzata (perdonatemi).

Si dirà di un Berlusconi male di tutti i mali. Ma chi sa dire chi ha fatto più di lui? Chi può dire di avere votato un leader, negli ultimi vent’anni, che quando è andato al governo ha fatto ciò di cui l’Italia aveva bisogno? L’unica colpa di Berlusconi è di non aver puntato al bipartitismo senza imbarcare gentaglia come Fini e altri. Oggi si è costretti alla federazione, perché nessuno capisce ancora che smembrare i grandi movimenti in favore dei piccoli partiti – che garantiscono quasi sempre e solo i piccoli leader – è soltanto l’ultimo dei grandi mali. Tornerà Forza Italia. E con tutta probabilità tornerà anche qualcosa che somiglierà molto alla vecchia Alleanza Nazionale. Senza Fini, per carità.