Pd, Renzi: voglio i voti di PdL e di Grillo, per vincere

11/04/2013 Roma, trasmissione televisiva Porta a Porta, nella foto il sindaco di Firenze Matteo Renzi

Sono stati pubblicati on line i testi dei documenti congressuali presentati dai quattro candidati alla segreteria nazionale del Pd, in vista delle primarie del prossimo 8 dicembre. I testi si trovano sul sito del Pd all’indirizzo www.partitodemocratico.it/doc/261595/le-proposte-a-confronto.htm.

I titoli delle proposte dei 4 candidati sono: ‘Per la rivoluzione della dignità’ di Gianni Cuperlo; ‘Cambiare verso’ di Matteo Renzi; ‘Il futuro che vale. Per un partito democratico, solidale, europeo’ di Gianni Pittella; ‘Dalla delusione alla speranza. Le cose cambiano, cambiandole’ di Giuseppe Civati.

Nel documento di candidatura alla segreteria del Pd del sindaco di Firenze, fra l’altro, si legge: "Abbiamo spesso dato l’idea di essere interessati a parlare soprattutto a chi c’era gia’: non basta piu’, se mai e’ bastato. Non parliamo solo ai gloriosi reduci di lunghe stagioni del passato. Vogliamo parlare a chi c’era, e coinvolgerlo. Ma anche a chi non c’era". Per questo Renzi vuole anche i voti del Movimento 5 Stelle e del PdL: "Vuoi anche i voti del centrodestra? Si’. E vuoi i voti di Grillo? Assolutamente si’. Non e’ uno scandalo, e’ logica: se non si ottengono i voti di coloro che non hanno votato il Partito democratico alle precedenti elezioni, si perde".

Secondo l’ex rottamatore “il Pd deve essere spalancato alla curiosita’, non rinchiuso nelle proprie certezze. Siamo stati bravi a farci del male. Abbiamo respinto ai seggi persone, uomini e donne che, armati della propria passione, erano usciti di casa per esprimere un voto, una scelta per noi. Abbiamo escluso chi voleva partecipare. Cosa c’e’ di piu’ sbagliato, se non arroccare un partito? Dobbiamo fare l’esatto contrario". Dunque, “vogliamo cambiare verso a questo anno cambiando radicalmente non solo il gruppo dirigente che ha prodotto questa sconfitta, ma anche e soprattutto le idee che non hanno funzionato, le scelte che hanno fallito, i metodi che ci hanno impedito di parlare a tutti". "Chiediamo soprattutto a questo congresso di pronunciarci sul modello di partito che vogliamo offrire agli italiani. Noi crediamo nel bipolarismo e nell’alternanza. Pensiamo che le larghe intese siano una faticosa eccezione, non la regola".

Per Renzi la comunicazione è un aspetto fondamentale: serve "un partito che sappia comunicare bene. Perche’ la parola comunicazione non deve fare paura. Chi non comunica e’ perduto".

Per quanto riguarda l’Europa, è necessario “superare l’austerity come religione e i conti come fine”, questo “e’ il primo passo per costruire una Europa politica che sappia scegliere e non solo amministrare". "Cambiare l’Europa e’ una sfida che possiamo vincere. Per farlo, pero’, abbiamo bisogno anzitutto di cambiare verso all’Italia. Solo cambiando, l’Italia puo’ acquistare la forza e la credibilita’ necessarie per chiedere all’Europa di cambiare le sue regole e perfino i suoi paletti", ha avvertito. "A partire dal parametro del 3% nel rapporto deficit/pil; un parametro anacronistico. Siamo noi che dobbiamo chiedere all’Europa di cambiare, ma prima di farlo, iniziamo a realizzare in casa le riforme che rinviamo da troppo tempo", ha ammonito. "Se iniziamo a cambiare verso all’Italia, poi abbiamo le carte in regole per chiedere che cambi verso l’Europa".