Patronati, altro che servizio gratuito: ci costano milioni di euro – di Emanuele Esposito

Mi ha colpito molto la prima pagina web di un Patronato, "Taglio al Fondo Patronati, a rischio il Servizio Gratuito per milioni di cittadini”: di quale servizio gratuito parliamo? I patronati, secondo un’inchiesta fatta da Il Giornale tempo fa, incassano circa 400 milioni all’anno (361 e rotti solo nel 2005, ma la cifra è destinata a crescere ogni anno) grazie alla trasmissione telematica di pensioni di vecchiaia, invalidità e anzianità, infortuni sul lavoro, malattie professionali, invalidità civile e assegni familiari. Una vera e propria macchina da guerra, il braccio operativo dei sindacati che si snoda in tutta Italia e nel mondo grazie ai suoi 10mila sportelli e 8mila addetti sparsi dovunque.

I soldi ai patronati arrivano direttamente da un fondo gestito dal ministero del Lavoro e finanziato ogni anno dallo 0,226% dei contributi obbligatori incassati da Inps, Inpdap, Ipsema e Inail. La parte del leone la fanno i patronati delle tre organizzazioni confederali: nel 2005 l’Inca Cgil, l’Inas Cisl e l’Ital Uil hanno incassato oltre 172 milioni. Circa il 46% dell’intero fondo. Secondo i dati del ministero del Lavoro su 361 milioni di euro girati ai patronati dal fondo, 81.950.933 euro finiscono alla Cgil, 61.736.080 euro alla Cisl e 28.390.428 alla Uil. Quindi di quale servizio gratuito parliamo?

PATRONATI, SCOPPIA LA BOMBA: "SISTEMA FUORI CONTRO, E’ UN FURTO"

Diciamo le cose come stanno: oggi i patronati sono una vera macchina da soldi a discapito della collettività; nonostante i tagli crescono come funghi perché, per accedere al finanziamento, hanno obbligo di avere almeno 8 sedi estere che ci costano sui 42/43 milioni di euro all’anno. Servizio gratuito? Ci sono alcune sedi estere che ogni anno aumentano i punteggi; pur diminuendo la popolazione anziana, in pratica avviene la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Ritengo che i Patronati andrebbero superati, anche alla luce delle loro attività poco chiare che non sono io a denunciare, ma ex dipendenti. Abbiamo letto anche su questo giornale le dichiarazioni di Antonio Bruzzese, che addirittura ha scritto al Presidente Grasso. La mia proposta per i pensionati all’estero, che indubbiamente hanno bisogno di assistenza, consiste nel fare accordi con le agenzie di lavoro e pensioni, come succede per esempio in Australia con il Centrelink, che per via telematica si collega con gli uffici INPS.

Ai tanti giovani italiani all’estero si potrebbe poi dare la possibilità di lavorare per la comunità; il Centrelink ha diverse sedi in Australia e in uno sportello amico l’anziano troverebbe un servizio italiano che può espletare le stesse funzioni dei patronati. I giovani impiegati sarebbero sotto la diretta dipendenza dell’INPS, e con una linea diretta ci sarebbe un grosso risparmio e si risponderebbe alle esigenze dell’utenza in maniera veloce.

Con gli sportelli  aperti in tutti gli uffici una volta a settimana, questi operatori potrebbero muoversi sul territorio, riducendo così il numero degli addetti e con maggiore copertura delle zone, in particolare quelle limitrofe. Questa operazione, oltre ad avere un costo minore, darebbe opportunità di lavoro, seppure a tempo determinato, a quei tanti ragazzi che vogliono fare un’esperienza all’estero.

Altra carta da giocare potrebbe essere quella dei consolati, che aggiungerebbero anche questo servizio ai loro compiti tradizionali. Proposte simili non verranno mai prese in considerazione per il semplice fatto che romperebbero il monopolio di soldi e potere di cui hanno goduto per anni alcune famiglie.

Aggiungo, e chiudo, che pur non condividendo i tagli previsti in questa legge di stabilità 2016 su alcune voci importanti, come gli istituti di cultura, credo piuttosto che dovremmo incominciare a parlare concretamente di cambiamenti radicali e riorganizzazione per tutto il comparto degli italiani nel mondo. Solo così i nostri connazionali sentirebbero il governo e le varie istituzioni finalmente rispondenti alle loro aspettative e vicini alle loro istanze.