PARLAMENTO | Tutti pazzi per una poltrona

Putin? La pandemia? Il caro bollette? Macchè. Il pensiero della stragrande maggioranza dei parlamentari, eletti all’estero e non, è in realtà solo uno: come mantenere la poltrona anche al prossimo giro. Il clima è da si salvi chi può e, poveretti, c’è da capirli: nel giro di 24 ore, dalle stelle alle stalle… Mica è facile

Tra il Covid che ancora non smette del tutto di mordere e una possibile terza guerra mondiale, il pensiero della stragrande maggioranza dei parlamentari, eletti all’estero e non, è in realtà solo uno: come mantenere la poltrona anche al prossimo giro.

Già, proprio così. Perché, diciamocela tutta, questa legislatura è finita. Mario Draghi presidente del Consiglio ha di fatto esautorato il Parlamento. La politica annaspa, boccheggia, è preda di convulsioni perché ormai moribonda. Tra i partiti, si salva solo Fratelli d’Italia, perché la coerenza paga e perché stare all’opposizione porta voti, se si è capaci di lavorare bene. Tutte le altre forze politiche sono alla frutta e in preda a disperati pensieri, perché nel prossimo Parlamento ci saranno centinaia di poltrone in meno e non ci sarà spazio per tutti coloro che oggi aspirano a mantenere il proprio seggio.

Nei corridoi della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica se ne sentono di tutti i colori. C’è chi ha persino affermato, con ottimismo, che in caso di stato di guerra non si sciolgono le Camere… In altre parole, c’è chi spera addirittura in una guerra in modo tale da prolungare la legislatura sine die. Poltrona e stipendio compreso, ovviamente.

Nessuno, tra i peones, può avere la certezza di essere ricandidato; nessuno, tra i partiti, a vedere i sondaggi attuali, conserverà lo stesso numero di seggi. Il risultato, ad oggi, sarebbe negativo per tutti tranne che, appunto, per il partito di Giorgia Meloni. Ma anche i parlamentari – e i candidati – del MAIE, il partito del Sen. Ricardo Merlo, sanno di avere i loro posti assicurati, visto che il Movimento Associativo Italiani all’Estero in Sud America è sempre risultato la prima forza politica.

Insomma, mantenere la poltrona, con annessi stipendio di lusso e privilegi vari, è la prima vera preoccupazione di certi miracolati che altrimenti, fuori dal Parlamento, dovrebbero tornare a lavorare davvero. Assisteremo nei prossimi mesi, con ogni probabilità, a nuovi e repentini cambi di casacca, a riposizionamenti, a tradimenti. Tutto per mantenere quel titolo di onorevole, in realtà sempre più desueto e non più così tanto prestigioso, visto come si sono comportanti nel tempo tanti membri della casta.

Putin? La pandemia? Il caro bollette? Macchè. Il clima è da si salvi chi può e, poveretti, c’è da capirli: nel giro di 24 ore, dalle stelle alle stalle… Mica è facile.

@rickyfilosa