Papa Francesco al Quirinale (VIDEO), Napolitano: ‘in Italia clima avvelenato’

La politica deve "recuperare partecipazione, consenso e rispetto, liberandosi dalla piaga della corruzione e dai più meschini particolarismi", uscendo così dalla "faticosa quotidianità, dominata dalla tumultuosa pressione e dalla gravità dei problemi del Paese e stravolta da esasperazioni di parte in un clima spesso avvelenato e destabilizzante". A dirlo è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell’intervento pubblico nella sala delle Feste del Quirinale, di fronte a Papa Francesco, che gli ha reso visita per la prima volta.

Il Capo dello Stato, rivolgendosi al Pontefice, ha ricordato la storia dei rapporti fra Stato e Chiesa, definendo "illuminata" la scelta dell’Assemblea Costituente di iscriverli i Patti lateranensi nella Costituzione: "Il fatto che quei Patti fossero stati sottoscritti – a conclusione di un lungo processo di avvicinamento – nel 1929, quando in Italia dominava il regime fascista, non fece velo alla comprensione, nei giorni della Costituente, del valore non contingente della ‘Conciliazione’ così conseguita: e non impedì di lavorare successivamente alla revisione del Concordato, collocandolo pienamente nel nuovo contesto democratico-costituzionale dell’Italia repubblicana".

A proposito del pontificato del suo interlocutore, Napolitano ha detto: "Ella ha trasmesso nel modo più diretto a ciascuno di noi motivi di riflessione e di grande suggestione per il nostro agire individuale e collettivo. E lo ha fatto in questi mesi raccontando sé stesso, dicendoci – con sorprendente generosità e schiettezza – molto della sua formazione, della sua evoluzione, della sua visione". Insieme, ha aggiunto, Stato e Chiesa possono affrontare le "sfide che investono l’intera comunità internazionale: quella, innanzitutto, di ristabilire e preservare la pace in regioni tormentate da laceranti conflitti, come il Medio Oriente e il Mediterraneo cui in particolare l’Italia e l’Europa unita sono debitrici di risposte e impegni efficaci", ma anche "i mali provocati o esasperati dalla crisi di questi anni". E se la Chiesa a tutto ciò reagisce attingendo al proprio patrimonio spirituale, la politica deve appunto "recuperare partecipazione, consenso e rispetto, liberandosi dalla piaga della corruzione e dai più meschini particolarismi" per uscire dal "clima spesso avvelenato e destabilizzante" in cui è immersa.

Nella sua risposta Papa Francesco ha anch’egli richiamato l’"eccellente stato delle reciproche relazioni" fra Italia e Vaticano, di nuovo facendo riferimento a quanto sottolinea in tal proposito la Carta costituzionale. Non è mancato, nelle parole del Pontefice, un riferimento alla difficile fase economica: "Il momento attuale è segnato dalla crisi economica che fatica ad essere superata e che, tra gli effetti più dolorosi, ha quello di una insufficiente disponibilità di lavoro", ha detto. I compiti della Chiesa, allora, sono quelli di "testimoniare la misericordia di Dio e di incoraggiare generose risposte di solidarietà per aprire a un futuro di speranza". In particolar modo, la Chiesa si impegna nel "sostegno alla famiglia, che è il luogo primario in cui si forma e cresce l’essere umano, in cui si apprendono i valori e gli esempi che li rendono credibili. La famiglia ha bisogno della stabilità e riconoscibilità dei legami reciproci, per dispiegare pienamente il suo insostituibile compito e realizzare la sua missione. Mentre mette a disposizione della società le sue energie, essa chiede di essere apprezzata, valorizzata e tutelata".