Pa, Madia: senza staffetta generazionale il sistema è in agonia (VIDEO)

"Va avviato un processo di riduzione non traumatica dei dirigenti e, più in generale, dei dipendenti vicini alla pensione, per favorire l’ingresso di giovani". Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, conferma l’intenzione di ricorrere ai prepensionamenti, illustrando le linee programmatiche presso le commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro della Camera.

La cosiddetta staffetta generazionale, dice, è una necessità perché "se non si fa, non ci può essere il rinnovamento della pubblica amministrazione, ma la sua agonia, con il rischio di alimentare un scontro tra una generazione che ha dato molto, ma ha anche potuto beneficiare delle condizioni di una diversa fase storica, e le nuove generazioni cui, per garantire la quadratura dei conti, stiamo facendo pagare, anche nella pubblica amministrazione, il prezzo altissimo del blocco degli accessi e di un precariato perenne".

Non ci sarà quindi nessun blocco del turnover, anzi: "L’amministrazione non può permettersi, e nemmeno serve, alcun blocco. Il blocco delle assunzioni è un meccanismo ‘orizzontale’ e non selettivo, mentre è necessario fare scelte consapevoli per operare una razionale redistribuzione. L’amministrazione ha bisogno di cambiamento, di rinnovamento e di nuove competenze fresche". In una parola di una "staffetta".

Secondo Madia, "questa operazione, che non vuole a mettere in discussione gli equilibri realizzati con la riforma della previdenza attuata nel dicembre 2011, garantirebbe da un lato una forte iniezione di indispensabile rinnovamento, dall’altro un risparmio complessivo per le casse dello Stato, dato dalla differenza tra gli stipendi attualmente pagati e quelli dei neoassunti, al netto della spesa per le pensioni erogate in anticipo".

Il ricambio generazionale è uno dei sei obiettivi dichiarati dalla titolare della funzione pubblica. Fra gli altri punti del suo programma figurano anche la semplificazione – eliminando "norme illeggibili, circolari incomprensibili, frammentazione di competenze, adempimenti ingiustificati" – e la trasparenza, di cui è esempio il metodo delle autocandidature pubbliche per il posto di presidente dell’Istat come dei quattro membri dell’Autorità anticorruzione. Da riformare ci sono poi il sistema di reclutamento, di carriera e misurazione dei risultati dei dirigenti pubblici e le politiche per la conciliazione dei tempi di vita. Infine, l’utilizzo efficiente del denaro dei cittadini: spending review e lotta alla corruzione sono i due strumenti da cui ricominciare.