Roberto Vannacci scende in campo per difendere la candidatura del generale dei Carabinieri Carmelo Burgio alla guida di Milano e replica duramente alle polemiche sulla sua presunta “non milanesità”.
In un post pubblicato sui social, il leader di Futuro Nazionale respinge le critiche rivolte a Burgio, sottolineandone il curriculum e l’esperienza maturata sul campo.
“Non uno come gli altri: abituato a far cose che gli altri non fanno e solito avere successo dove gli altri falliscono”, scrive Vannacci, presentando così il generale candidato sindaco di Milano.
“Non era casertano quando ha sconfitto la camorra”
Il punto centrale della replica riguarda proprio le critiche legate alle origini e al percorso professionale di Burgio.
“Ai poveri di spirito che sostengono che non sia milanese rispondo che non era neanche un casertano quando ha sconfitto la camorra dei casalesi, e non era neanche siciliano quando a Trapani ha disarticolato la mafia siciliana”, afferma Vannacci.
Il riferimento è agli incarichi ricoperti dal generale dei Carabinieri nel corso della sua lunga carriera, che lo hanno portato a operare in diversi territori italiani.
Per Vannacci, proprio questa esperienza rappresenterebbe un punto di forza per affrontare i problemi della città lombarda.
“Milano deve tornare a essere la città della Madonnina, non dei maranza”, aggiunge il leader di Futuro Nazionale, utilizzando un’espressione destinata inevitabilmente ad alimentare il dibattito politico e social sulla sicurezza nel capoluogo lombardo.
Vannacci: “Rivolterà Milano come un calzino”
Nel suo intervento, Vannacci affronta anche il tema dei poteri del sindaco in materia di sicurezza, contestando chi sostiene che il primo cittadino non abbia competenze significative in questo settore.
“Agli stolti e in malafede che sostengono che il sindaco non si occupi di sicurezza ricordo il sindaco di Treviso Gentilini, ricordato come il sindaco sceriffo”, scrive.
Vannacci ricorda inoltre la presenza di un assessore alla sicurezza, della polizia locale e i poteri attribuiti al sindaco quale ufficiale di governo dall’articolo 54 del Testo unico degli enti locali.
Secondo il leader di Futuro Nazionale, questi strumenti consentirebbero al primo cittadino di intervenire anche di fronte a situazioni che rappresentano gravi pericoli per l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana.
La conclusione è una vera e propria sfida politica: “Mettetelo alla prova, rivolterà Milano come un calzino!”.
Meloni: “Vannacci non è né un problema né una risorsa”
Sul fronte del centrodestra, intanto, arrivano anche le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un’intervista a “Chi” ha parlato dello stesso Vannacci.
“Roberto Vannacci non è né un problema, né una risorsa”, ha dichiarato Meloni.
“Non un problema perché la democrazia per me non lo è mai. Non una risorsa, perché tutto quello che ho visto finora racconta, purtroppo, un’operazione costruita per favorire la sinistra”, ha aggiunto la presidente del Consiglio.
Le parole di Meloni si inseriscono nel dibattito sul ruolo politico di Vannacci e sul futuro degli equilibri del centrodestra, mentre la candidatura di Carmelo Burgio a Milano promette di diventare uno dei temi più discussi della prossima partita amministrativa.
Da una parte Vannacci rilancia il profilo del generale come uomo della sicurezza e dell’ordine pubblico; dall’altra Meloni mantiene una posizione critica sull’operazione politica costruita attorno al leader di Futuro Nazionale.
Il confronto, dunque, è appena iniziato e Milano si prepara a diventare uno dei principali terreni di scontro politico.





























