Ha già raggiunto quota 10mila euro la raccolta fondi avviata per sostenere la famiglia di Marco Di Marcello, il biologo e alpinista di 37 anni originario di Castellalto, in provincia di Teramo, morto in Nepal dopo essere stato travolto da una valanga.
L’iniziativa è stata organizzata da Giuseppe Calandrini, presidente della sezione di Teramo dell’Associazione nazionale della Polizia e amico della famiglia, con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto ai familiari del giovane, che hanno già dovuto affrontare personalmente le spese per raggiungere il Nepal e procedere al riconoscimento ufficiale.
Il corpo di Di Marcello è stato ritrovato nei giorni scorsi nella zona dello Yalung Ri, mesi dopo la tragedia che aveva interrotto la spedizione alpinistica.
La solidarietà arriva anche dalla Germania
Attorno alla famiglia si è stretta una forte solidarietà, che non arriva soltanto dall’Italia.
Come riferisce Il Centro, contributi alla raccolta fondi stanno arrivando anche da Memmingen, città storicamente legata a Teramo. Il rapporto tra le due città è stato ulteriormente consolidato dal gemellaggio sottoscritto anche dai rispettivi corpi di polizia e dall’Associazione nazionale della Polizia di Stato.
Alla notizia della raccolta promossa da Calandrini hanno quindi risposto anche numerosi agenti ed ex agenti tedeschi, che hanno voluto dare il proprio contributo alla famiglia di Marco.
Il riconoscimento a Kathmandu
Dopo il ritrovamento, è avvenuto a Kathmandu il riconoscimento ufficiale del corpo di Marco Di Marcello.
La salma, recuperata insieme a quella di altri quattro componenti della spedizione, tra cui l’altoatesino Markus Kirchler, sarà sottoposta ad autopsia secondo quanto previsto dalla normativa nepalese.
Successivamente verranno avviate le procedure necessarie per il rimpatrio della salma in Italia, dopo la probabile cremazione.
In Nepal si trovano attualmente la madre, la moglie e il fratello del 37enne. Il Consolato generale d’Italia a Calcutta, competente anche per il Nepal, segue la vicenda sin dalle prime fasi.
La tragedia sullo Yalung Ri
La tragedia risale al 3 novembre scorso, quando una valanga travolse gli alpinisti sui versanti inferiori dello Yalung Ri, vetta alta 5.630 metri situata vicino al confine tra Nepal e Tibet.
Nella stessa spedizione erano presenti altri tre italiani, i cui corpi erano già stati recuperati: Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco, quest’ultimo ex vicesindaco di Fara San Martino.
Il ritrovamento di Marco Di Marcello ha così posto fine, dopo mesi di attesa e dolore, alle ricerche del giovane alpinista abruzzese.
Ora l’attenzione è rivolta alla sua famiglia, che potrà contare anche sulla solidarietà di una comunità che, dall’Italia alla Germania, si è mobilitata per non lasciarla sola in questo momento drammatico.






























