Londra rende omaggio a una delle più grandi icone del cinema italiano. Per tutto il mese di agosto, il British Film Institute ospita “Monica Vitti: forza creativa”, la più grande retrospettiva europea dedicata alla straordinaria attrice romana.
La rassegna è realizzata in collaborazione con Cinecittà e con la Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura e propone una selezione dei film più importanti della carriera di Monica Vitti, insieme a numerosi restauri in 4K curati da Cinecittà, CSC – Cineteca Nazionale e Minerva Pictures.
Le proiezioni si svolgono nelle sale del BFI Southbank e del BFI IMAX e rappresentano un’importante occasione per far conoscere al pubblico britannico l’intera grandezza artistica di Vitti, andando oltre l’immagine, ormai leggendaria, dell’attrice dei film di Michelangelo Antonioni.
Da Antonioni alla commedia all’italiana
Tra i titoli in programma figurano alcuni dei capolavori che hanno segnato la collaborazione tra Monica Vitti e Michelangelo Antonioni: “L’avventura” del 1960, “La notte” del 1961, “L’eclisse” del 1962 e “Deserto rosso” del 1964, quest’ultimo restaurato in 4K da Cinecittà e CSC-Cineteca Nazionale.
La retrospettiva propone inoltre “Il mistero di Oberwald” del 1980, ultima collaborazione tra Vitti e il grande regista ferrarese e film raramente riproposto.
Ma l’obiettivo della rassegna londinese è soprattutto quello di restituire al pubblico internazionale un ritratto più completo dell’attrice.
“Da noi lei è nota come l’enigmatica attrice di Antonioni, ma ora vogliamo mostrare al pubblico inglese il suo talento comico, sconosciuto fuori dall’Italia”, ha spiegato la curatrice Catherine O’Rawe, sottolineando come Monica Vitti sia stata “molto più di una semplice musa del grande regista ferrarese”.
La comicità come ribellione alla malinconia
Monica Vitti è stata una protagonista assoluta della commedia all’italiana, capace di passare con naturalezza dal cinema d’autore alla comicità, diventando una delle attrici più amate dal pubblico.
Il suo talento comico emerge anche nei ricordi dello sceneggiatore Rodolfo Sonego, che la descriveva come uno spasso anche lontano dal set, spesso scarmigliata e senza trucco e capace persino di inciampare lasciando per strada i tacchi.
La stessa Vitti aveva una spiegazione molto personale della propria comicità, definendola “la ribellione di fronte all’angoscia, alla tristezza e alla malinconia della vita”.
Una definizione che racconta perfettamente la sua capacità di trasformare anche le situazioni più surreali e quotidiane in momenti di irresistibile comicità.
Un’attrice lontana dagli stereotipi
Nel corso della sua carriera, Vitti ha anche sfidato i canoni estetici del cinema italiano dell’epoca.
Agli inizi, come ricordava lei stessa, non furono pochi coloro che la giudicarono inadatta ai ruoli cinematografici a causa del suo aspetto fisico. “Ai provini dicevano che avevo un viso irregolare e che ero troppo alta e magra”, raccontava, ricordando anche il consiglio ricevuto da un regista di sottoporsi alla chirurgia estetica.
Lei scelse invece di tornare al teatro e costruire con determinazione la propria carriera.
Anche sulla sensualità aveva idee molto precise, lontane dagli stereotipi delle cosiddette “maggiorate” che dominavano il cinema italiano di quegli anni. Vitti difendeva infatti un’idea della femminilità personale e libera dai modelli imposti.
Una carriera costruita con rigore
Dietro l’ironia e la naturalezza della grande attrice c’era anche una forte disciplina professionale.
Monica Vitti era nota per la sua inflessibilità sul lavoro e per la cura con cui affrontava ogni progetto. “Quando sarò morta chi si ricorderà se ero una rompiscatole? Ma almeno i miei film saranno a regola d’arte”, ricordava l’attrice.
Monica Vitti è morta il 2 febbraio 2022, all’età di 90 anni, dopo una lunga malattia che l’aveva costretta a ritirarsi dalle scene per circa vent’anni.
A quattro anni dalla sua scomparsa, il cinema internazionale continua però a riscoprirne il talento.
La retrospettiva londinese rappresenta così non soltanto un omaggio a una grande interprete italiana, ma anche un’occasione per raccontare alle nuove generazioni la straordinaria modernità di Monica Vitti: attrice drammatica, icona del cinema d’autore, regina della commedia e artista capace di attraversare generi ed epoche senza mai perdere la propria identità.






























