“Basta armi. Basta assegni in bianco. Ora serve una soluzione diplomatica che porti alla pace”. È questa la posizione ribadita da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, intervenuto nelle ultime ore sul conflitto in Ucraina.
In un intervento sui social, Vannacci mette in discussione la strategia adottata dall’Europa negli ultimi anni e contesta la scelta di continuare a sostenere militarmente Kiev.
Secondo il leader di Futuro Nazionale, dopo anni di aiuti e forniture militari, la situazione sul campo dimostrerebbe che la strategia non ha prodotto una soluzione del conflitto.
Vannacci: “Quanto ancora siamo disposti a pagare?”
Vannacci parla di miliardi di euro destinati all’Ucraina, armi inviate a Kiev, arsenali europei progressivamente svuotati e conseguenze delle politiche energetiche e delle sanzioni sull’economia europea.
Nella sua ricostruzione, il sostegno militare avrebbe dovuto consentire all’Ucraina di rafforzare la propria posizione in vista di possibili negoziati.
Il leader di Futuro Nazionale sostiene però che, di fronte al protrarsi del conflitto, sia necessario interrogarsi sull’efficacia di questa strategia.
La domanda posta da Vannacci è diretta: “Quanto ancora siamo disposti a pagare? Sino a quando?”
Da qui la richiesta di cambiare approccio e puntare sulla diplomazia.
“Continuare a inviare armi e miliardi rischia soltanto di prolungare una guerra che sta devastando l’Ucraina e mettendo in ginocchio l’economia europea”, sostiene Vannacci, secondo il quale la priorità dovrebbe essere ora quella di arrivare alla “pace possibile oggi”.
Immigrazione, Vannacci attacca Forza Italia
Nelle sue dichiarazioni, Vannacci affronta anche il tema dell’immigrazione, criticando la posizione di Forza Italia all’interno della maggioranza di governo.
Il leader di Futuro Nazionale contesta in particolare il voto contrario di Forza Italia alla possibilità di concentrare maggiormente l’attività di Frontex sul contrasto alle minacce ibride e sul potenziamento dei rimpatri.
Vannacci si chiede quindi se sia possibile avere all’interno della maggioranza una forza politica che, a suo giudizio, vota contro una direzione che il governo vorrebbe invece perseguire.
Sul tema dell’immigrazione irregolare, Vannacci propone una linea particolarmente rigida e indica come modello quello australiano: chi entra irregolarmente non dovrebbe poter essere successivamente regolarizzato, senza eccezioni.
Secondo il leader di Futuro Nazionale, prima della “remigrazione” dovrebbe esserci la chiusura delle frontiere.
“Sulla sicurezza serve tolleranza zero”
La sicurezza è un altro dei temi sui quali Vannacci ha espresso una posizione netta.
A Lido di Camaiore, in occasione del lancio dei gadget di Futuro Nazionale, ha chiesto “tolleranza zero” e il ritorno di pattuglie impegnate nel controllo delle strade, con particolare attenzione al contrasto dello spaccio di droga e della criminalità.
L’obiettivo, secondo Vannacci, dovrebbe essere quello di permettere ai cittadini e soprattutto ai giovani di tornare a vivere pienamente gli spazi pubblici, dalle piazze ai giardini, dalle spiagge alle strade.
Il leader politico ha inoltre proposto modifiche agli articoli 52 e 53 del codice penale, intervenendo sui temi della legittima difesa, dell’uso legittimo delle armi da parte delle forze dell’ordine e della forza coercitiva. Ha inoltre parlato di una modifica del codice civile per impedire eventuali risarcimenti ai criminali.
Il ruolo dei sindaci nella sicurezza
Per Vannacci, la sicurezza non può essere affidata soltanto alle forze di polizia nazionali.
Serve, a suo giudizio, un impiego coordinato di tutte le forze presenti sul territorio, compresa la polizia locale, insieme a un maggiore protagonismo dei sindaci.
“Il sindaco è uno degli attori principali”, sostiene Vannacci, ricordando l’esperienza di Giancarlo Gentilini, storico sindaco di Treviso conosciuto come “sindaco sceriffo”.
Una linea politica che lega quindi tre questioni considerate centrali da Futuro Nazionale: pace e politica estera, contrasto all’immigrazione irregolare e sicurezza nelle città.
Su tutti e tre i fronti, Vannacci chiede un cambio di passo e propone posizioni fortemente critiche rispetto alle strategie oggi adottate.



























