Sale a 265 morti, 3.494 feriti e 496 dispersi il bilancio del devastante terremoto che ha colpito la Colombia. I numeri, resi noti nelle scorse ore dal presidente Abelardo de la Espriella, raccontano la dimensione di una tragedia che ha provocato danni enormi in diverse aree del Paese.
Oltre alle vittime, sono infatti 11.347 le abitazioni completamente distrutte, mentre altre 53.526 hanno riportato danni. Sono inoltre 140 gli edifici crollati.
Di fronte alla gravità della situazione, il governo colombiano ha dichiarato lo stato di emergenza economica, necessario per mettere in campo risorse straordinarie e affrontare le conseguenze del sisma.
“L’impatto è enorme”
“L’impatto è enorme e richiede grande determinazione e volontà politica da parte nostra”, ha dichiarato il presidente colombiano, sottolineando come il terremoto abbia colpito il Paese in un momento già particolarmente delicato sul piano economico e fiscale.
Il governo punta a istituire un fondo straordinario, denominato “fondo milagro”, destinato a raccogliere e indirizzare risorse verso la ricostruzione.
Tra le priorità indicate ci sono ospedali, scuole, edifici, strade e aeroporti, infrastrutture fondamentali per consentire alle comunità colpite di tornare progressivamente alla normalità.
Sono inoltre previste misure temporanee di sostegno alle famiglie rimaste senza casa o in difficoltà economica. Gli interventi comprendono il pagamento delle utenze, contributi per l’affitto, agevolazioni fiscali e finanziarie e aiuti economici destinati ai nuclei più vulnerabili.
Previsti anche strumenti di sostegno per commercianti e piccoli imprenditori colpiti dalle conseguenze del terremoto.
A Cali continua la corsa contro il tempo
Tra le aree maggiormente colpite ci sono Cali e Pereira.
Nella capitale della Valle del Cauca sono al lavoro circa 700 soccorritori colombiani e una cinquantina di operatori stranieri. Le squadre stanno concentrando le ricerche soprattutto negli edifici dove si ritiene che possano esserci ancora persone vive.
A Cali sono già state estratte vive 85 persone dalle macerie, ma oltre 150 risultano ancora disperse.
Ogni ora è quindi preziosa per i soccorritori, impegnati a individuare eventuali superstiti sotto gli edifici crollati.
Le vittime identificate
L’Istituto di Medicina Legale colombiano ha comunicato di aver ricevuto 202 salme delle vittime del terremoto.
Di queste, 121 sono già state identificate e potranno essere consegnate alle famiglie. Tra le vittime identificate figurano anche cinque minori.
Un lavoro particolarmente delicato che procede parallelamente alle operazioni di ricerca e soccorso.
Arrivano squadre internazionali
Alla macchina dei soccorsi colombiana si stanno aggiungendo squadre specializzate provenienti da diversi Paesi.
In Colombia sono attesi gruppi di ricerca e soccorso dagli Stati Uniti, El Salvador, Ecuador e Israele.
Dal Messico arriveranno inoltre i volontari dei “Los Topos Aztecas”, organizzazione specializzata nella ricerca e nel salvataggio di persone rimaste intrappolate sotto le macerie, soprattutto dopo i terremoti.
Sempre dal Messico sono previste 58,5 tonnellate di aiuti umanitari destinati alle popolazioni colpite.
L’intervento delle Nazioni Unite
Anche la comunità internazionale si sta mobilitando.
L’Onu ha annunciato la preparazione di uno stanziamento attraverso il proprio Fondo centrale per gli interventi di emergenza (CERF).
Assistenza sarà inoltre fornita dal Programma alimentare mondiale e dall’Organizzazione mondiale della sanità, impegnati a sostenere la popolazione nelle aree maggiormente colpite.
La Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha lanciato un appello per raccogliere 30 milioni di dollari, necessari per assistere circa 24mila persone nei prossimi due anni.
L’intervento riguarderà soprattutto i dipartimenti di Chocó, Risaralda, Caldas e Valle del Cauca, tra le zone maggiormente interessate dalla catastrofe.
Mentre il Paese affronta una delle emergenze più gravi degli ultimi anni, nelle città colpite continua senza sosta la corsa contro il tempo. Sotto le macerie potrebbero esserci ancora sopravvissuti e ogni operazione di ricerca può trasformarsi nella speranza di una nuova vita salvata.





























