Ovunque c’è un italiano all’estero c’è il MAIE – di Ricky Filosa

Berlino e Colonia, Germania, e il 29 novembre Istanbul, Turchia. Dall’altra parte del mondo, incontri con i connazionali a Buenos Aires e Rosario, in Argentina, ma anche in altri Paesi del Sud America. Il MAIE è un rullo compressore, un cavallo instancabile che lavora sul territorio, vicino alle comunità, giorno dopo giorno, e non solo sotto elezioni, come sono soliti fare in molti. Già, perché son bravi tutti ad andare a stringere mani, ad organizzare riunioni e incontri durante i periodi elettorali: non così il Movimento Associativo Italiani all’Estero, che si impegna e si muove anche quando non ha nulla da chiedere in cambio agli italiani nel mondo. Se non un po’ del loro tempo, perché possano conoscere il MAIE e i suoi protagonisti, il Movimento e la sua visione culturale e politica. E’ vero, è periodo di elezioni Comites: ma il MAIE, nei vari continenti, è attivo e presente da tempo, non certo nelle ultime settimane soltanto.

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I fatti parlano più delle parole, le fotografie scattate durante i vari incontri parlano più di decine di articoli. Gli italiani residenti oltre confine ci sono, partecipano numerosi alle assemblee organizzate dai vari coordinatori del Movimento e sono sempre più curiosi di conoscere, di capire, di approfondire. E’ la forza del MAIE, dei suoi uomini, delle sue donne, che nel corso degli anni hanno saputo costruire un progetto che unisce, anziché dividere, che appassiona e che dà fiducia.

Se il MAIE non ci fosse già, qualcuno sarebbe pronto a inventarlo. Siccome esiste, altri provano a imitarlo, ma un grande movimento mondiale, o continentale, non si crea dall’oggi al domani. Non basta un nome, una sigla, un acronimo; non basta Facebook, Twitter, non basta il web. Ci vuole l’impegno, ci vuole costanza, attenzione, ci vuole un progetto che guardi al futuro. E ci vogliono anche i quattrini, perché senza quelli è assai difficile organizzarsi. Il MAIE, fondato e presieduto dall’On. Ricardo Merlo, anche in periodo di tagli ai partiti (i soldi dei rimborsi elettorali sono diminuiti e sono destinati nel tempo a sparire del tutto), studia e programma in base alle risorse che ha, riuscendo persino a coinvolgere gli italiani a costo zero. Davvero ammirevole.

Periodo di elezioni Comites, dicevamo: dove sono i partiti? Dove le associazioni? Il CTIM di Roberto Menia si è svegliato dal suo torpore proprio in occasione del rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero. Era ora, meglio tardi che mai. Anche Forza Italia, con il suo coordinatore Vittorio Pessina, è tornata a guardare oltre confine, dopo una lunga, lunghissima pausa: attendiamo i risultati del lavoro che Pessina e i suoi sapranno fare. La sinistra? Il Pd sembra bloccato sulla propria discussione interna: Renzi o non Renzi? E intanto all’estero le comunità sono abbandonate a se stesse. Nulla si muove, nel Pd, che sul territorio è latitante da tempo. Se non fosse per qualche sporadica trasferta in Sud America, il Pd oltre Roma non è mai andato in questi ultimi tempi. Ma probabilmente a sinistra contano sul network color rosso fuoco di patronati e circoli e allora pensano di potersi risparmiare qualche viaggetto.

Il MAIE no. Al Movimento di Merlo poco importa se ci siano elezioni in ballo e poco importa se in certe zone del mondo la comunità italiana non è così numerosa come in altre. Il MAIE si muove, si organizza, e coinvolge. Ovunque. Così si fa, questo è ciò che in molti casi chiedono le nostre comunità: presenza. Non possiamo sapere se tutto questo si trasformerà anche in consenso elettorale, ma forse i voti per il Movimento Associativo non sono poi la priorità: forse per il MAIE la priorità è esserci. Per qualcuno è follia, per gli uomini e le donne del MAIE è entusiasmo e passione. Magia. Cuore.

Twitter @rickyfilosa