Ora la sinistra cancella D’Annunzio e i Legionari – di Leonardo Cecca

Ormai sembra che in Italia tutto proceda al grido "Avanti, allo sfascio". Dal dopoguerra, da parte dei comunisti e postcomunisti è in atto una sistematica mistificazione della storia che, oltre ai vari e volutamente falsi bla bla, procede di pari passo con la cancellazione di loghi e/o denominazioni che pur non avendo nulla a che fare con il ventennio sono da eliminare in quanto in qualche modo, pur se solo per un fatto temporale, coincidenti o quasi con tale periodo.

A Pescara il nuovo sindaco, con un atto democratico solo degno dei postcomunisti, ha fatto cancellare dal logo del comune la scritta "Pescara città dannunziana" incurante anche del danno economico derivante dal macero di quintali di carta stampata. E pensare che D’Annunzio amava tanto la sua città natale da firmarsi qualche volta "Pescara". Vabbé, deve sempre prevalere l’ottusità politica, specialmente quando si difetta di idee sensate.

La sinistra ed altre confraternite che hanno lo stesso Dna vogliono trasformare "Ronchi dei Legionari" in "Ronchi dei partigiani" dimostrando, oltre al cattivo gusto, una grassa ignoranza storica e politica. Che siano ora queste le peculiarità di un corretto democratico?

Il nome Ronchi fu trasformato in "Ronchi dei Legionari" a seguito di un nobile e patriottico evento del 1919, del quale dovremmo tutti esserne orgogliosi .L’avvento del fascismo avvenne tre anni dopo, almeno così riportano i testi di storia, a meno che la sinistra non usi ancora quelli di Peppone Bottazzi, sindaco di Brescello, nei famosi film "Peppone e Don Camillo". Pertanto, asini!

Non deve stupire quindi che i democratici comunisti, i loro discendenti ed i vari affiliati non abbiano intrapreso alcuna iniziativa per far cambiare la denominazione a circa 25 tra vie e piazze intitolate a persone che sono un insulto per l’umanità come Lenin, Marx, Tito, Mao e Stalin, veri carnefici. Per questi postcomunisti, che vagano nell’ottusità mentale più assoluta, è l’ideologia che conta, avendo sposato bovinamente quanto disse Pajetta, "alla verità preferisco la rivoluzione".

Ora, poichè per mancanza di idee non sono secondi a nessuno, per cercare visibilità e per poter dimostrare che hanno origini "divine" devono per forza continuare a falsificare la storia come hanno sempre fatto e, pertanto, non ci sarà da stupirsi se fra un po’ vedremo strade intitolate al "Partigiano in borghese senza segni di riconoscimento", "Partigiano che scendeva a valle per ammazzare soldati e poi ritirarsi nei paesini facendosi scudo della popolazione", " Eroici centri sociali", "Gloriose gesta di antagonisti".  Non è escluso che verrà inserita anche la proposta di dedicare una piazza agli "Eroi di Hamas baluardo contro gli ebrei".