NON SOLO VENEZIA | Maltempo, il sindaco di Licata: “Il governo? Assente”

“Stamattina ho dovuto chiamare una pala meccanica a spese mie perché c’era un quartiere a rischio inondazione. Il governo? Non lo sentiamo vicino in questa emergenza”

Giuseppe Galanti, sindaco di Licata, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sul maltempo che ha flagellato Licata (AG) ha detto: “Oggi c’è stato l’ennesimo nubifragio. Le previsioni parlano di nuove bombe d’acqua. La città è impreparata a far fronte a questi eventi perché negli anni è stata trascurata, abbandonata. Hanno fatto interventi per l’emergenza, ma nulla di strutturale. Le coste sono abbandonate a se stesse, non ci sono frangiflutti”.

La Regione Sicilia ora si è messa a disposizione, mi hanno chiamato per un nuovo tavolo tecnico e per capire come possono venirci incontro, con interventi speriamo strutturali questa volta. Stamattina ho dovuto chiamare una pala meccanica a spese mie perché c’era un quartiere a rischio inondazione. I miei concittadini sono giustamente preoccupati, io cerco di tenere allerta la protezione civile, l’ufficio tecnico. Tutti stanno collaborando a dare una mano”.

Il governo? Non lo sentiamo vicino in questa emergenza. Un impegno avrebbero potuto anche prenderlo, per dire: preparate un progetto, vediamoci, facciamo un tavolo tecnico. San Cataldo e Caltanissetta sono combinati tale e quale a noi, eppure della Sicilia non si parla. Il nord è il nord più Roma, il sud è solo il sud, abbiamo rapporti solo con l’amministrazione regionale, le istituzioni nazionali non le conosco”.

“I miei concittadini sono partiti tutti. Sono proprio andati via dall’Italia, la città si sta spopolando, non solo i giovani se ne vanno, pure gli adulti. Piano per il sud? Se non si fanno investimenti, se non vengono realizzate infrastrutture, non si va avanti. Qui il treno ci mette 5 ore per andare a Palermo. Io ho strade che risalgono ai tempi di Garibaldi. Gli italiani devono rendersi conto che ci sono due Italie e noi siciliani non siamo delinquenti, paghiamo le tasse, siamo persone per bene. Il governo avrebbe l’obbligo di prendere in considerazione queste cose perché le sanno, ma non agiscono, fanno solo chiacchiere e salotti”.