“Non si può morire così” | Strage in discoteca, 6 morti e decine di feriti [VIDEO]

Uno spray urticante spruzzato da una ragazzina ha diffuso il panico ed è finita in tragedia. Il cordoglio delle istituzioni. Salvini, “chi ha sbagliato pagherà”

Al ‘Lanterna Azzurra Clubbing’ di Corinaldo, in provincia di Ancona, la scorsa notte sono morti cinque ragazzi e una mamma di 40 anni; altre 70 persone circa sono rimaste ferite, otto di loro in modo molto grave.

La strage è stata scatenata da uno spray urticante diffuso nell’aria, pare sia stato spruzzato da una ragazzina.

Così centinaia di giovani si sono lanciati in modo disordinato verso le uscite di sicurezza, per poi riversarsi all’esterno su un ponticello le cui balaustre hanno ceduto, facendo cadere decine di loro in un fossato da un’altezza di circa un metro e mezzo. Molti sono rimasti schiacciati nella calca.

“E’ una tragedia che lascia impietriti, non si puo’ morire cosi'”, ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Il pensiero di tutti – ha detto il Capo dello Stato – e’ di vicinanza e solidarieta’ alle famiglie delle giovanissime vittime, al loro dolore lacerante, e alle condizioni dei tanti feriti con l’augurio di pronta guarigione”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si e’ recato sul posto, ha parlato di “tragedia inaccettabile”. A Corinaldo anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Non si puo’ morire cosi’ a 15 anni, un pensiero e una preghiera per i sei morti di stanotte nelle Marche, e una speranza per i tredici feriti gravi ancora ricoverati”. Si e’ unito al dolore l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, assicurando che il governo fara’ “massima chiarezza sulla dinamica della vicenda”.

Salvini, dopo avere visitato la discoteca, ha assicurato: “Se qualcuno ha sbagliato paghera’. Non penso che sei morti siano stati causati solo dalla fatalità”. “Chiederemo conto a tutti. Se c’e’ un evento che raduna migliaia di persone evidentemente devi avvisare le pubbliche autorita’. Valuteremo se tutti hanno fatto quello che dovevano. Temo di no”.

Il ministro dell’Interno farà visita ai feriti e alle loro famiglie, che si trovano ricoverate ad Ancona. Quando ha lasciato il locale dove si è consumata la tragedia, alcuni cittadini lo hanno aspettato per salutarlo con degli applausi e stringergli la mano.