Moto Guzzi California 1400, regina negli Usa – di Roberto Zanni

E’ un mito italiano che ha conquistato il mondo, e specialmente gli Stati Uniti. Anche per chi non è un appassionato di moto, quando si parla di Guzzi, California sa benissimo di cosa si tratta. Perché ormai sono oltre quarant’anni che quel modello ha fatto la sua prima apparizione e dal 1971 si può dire che di strada ne abbia percorsa, tanta e dappertutto. Si cominciò con la V7, la cui storia è tutta da raccontare, perchè l’idea iniziale era quella di realizzare una moto che potesse partecipare alla gara d’appalto indetta dalle forze di polizia italiane su richiesta espressa dell’allora Presidente della Repubblica. E invece da lì la Moto Guzzi, su impulso dell’importatore locale, partecipò e vinse, con grande sorpresa e tra mille clamori, la gara per la fornitura di mezzi indetta dal Los Angeles Police Department (L.A.P.D.) con la versione Ambassador 750.

Il prototipo di prova fu finito all’ultimo momento con il sergente dei LAPD inviato per il collaudo che era in albergo a Mandello in attesa. Per celebrare la vittoria su Harley Davidson, BMW e giapponesi fu creato un modello per l’Europa con estetica ‘americaneggiante’. Era il 1971 e così nacque la California V7 che fece presto a conquistare l’America, un Paese dove, per quello che riguarda le moto, c’erano le Harley Davidson e le giapponesi, che poi erano soltanto delle copie.

L’arrivo della Guzzi portò un nuovo stile in USA, pur mantenendo sempre lo spirito ‘cruiser’. Da quei giorni, ormai lontani, la California, sognata in Italia, attraverso brani musicali e non solo, si è trasformata in un sogno anche per gli americani. La tradizione della California firmata Moto Guzzi da quel momento non si è più fermata e anche oggi mantiene lo stesso fascino di un tempo, anzi forse è anche accresciuto. Ecco allora che la rivista statunitense ‘Cycle World’ ha appena decretato la California 1400 la migliore del suo segmento, quello delle cruiser, mettendosi dietro, ancora una volta, i padroni di casa della Harley. Un nuovo grande successo che porta indietro nel tempo quando la polizia italiana non scelse quelle moto, cosa che invece fecero i colleghi d’oltre oceano di Los Angeles. Tutti avranno visto almeno una volta CHIPs, la serie tv che aveva proprio le mote della polizia di LA come protagoniste, ed era una Guzzi California che guidava l’agente ‘Ponch’ Poncharello. Quel successo, la commessa vinta, la serie tv, rese la Guzzi California un mito anche in Europa: chi prima di allora era riuscito a battere la concorrenza delle Harley di Milwaukee, quando c’era in gioco una commessa con un dipartimento di polizia americana?

A distanza di oltre quarant’anni dai quei giorni così straordinari per una industria motociclistica italiana, la Moto Guzzi ha continuato a mantenere inalterata la sua popolarità negli States, al punto da battere ancora, almeno per i ‘voti’ assegnati da una rivista del settore quelli che poi sono diventati i grandi rivali della HD. Intanto la casa di Mandello del Lario, sul lago di Como, che nel frattempo è entrata a far parte del mondo Piaggio dal 2005, l’anno scorso ha fatto registrare un +15,3% di crescita nelle vendite, un risultato clamoroso vista la situazione, a volte anche drammatica, delle due ruote in Europa. Un trend che è continuato anche quest’anno, perché la Moto Guzzi nei primi sei mesi del 2013 ha chiuso con un +11,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il modello di punta è sempre la V7 con la California 1400 che presto potrebbe aggiungere altri ottimi risultati anche perchè l’arrivo di questa ‘custom’ è stato accolto con grande entusiasmo negli States (dove è in vendita per una cifra di poco superiore ai 15.000 dollari) e non solo da ‘Cycle World’, perchè tutti i giornali americani ne hanno parlato e qualche mese fa ha fatto la sua comparsa anche sulle pagine del prestigioso New York Times che, nella recensione, ha parlato della presenza di una ‘anima’ nella California che risale ai tempi della fondazione della casa italiana, il 15 marzo 1921, creata da Carlo Guzzi e Giorgio Parodi. Ormai quasi un secolo di vita partito tutto dalla G.P. 500 (dove la sigla voleva dire Guzzi Parodi), la prima moto di una casa che poi ha fatto e continua a fare la storia delle due ruote.