Mondiali Brasile, Blatter: ‘Morte nei cantieri? Non è colpa della Fifa’

Improvvisamente la Fifa scopre che nel cammino verso il Mondiale brasiliano va tutto bene. Rimane la preoccupazione per il nuovo stadio di San Paolo, e anche su come sara’ possibile arrivarci (utilizzando la nuova linea della metro, infestata dai borsaioli, ci vuole se va bene almeno un’ora), ma per il resto, secondo il presidente Joseph Blatter e il segretario generale Jerome Valcke va tutto bene. Anche se gli ultimi ritocchi verranno dati l’11 giugno, cioe’ un giorno prima dell’inizio del torneo, il Brasile si fara’ trovare pronto, almeno per quanto riguarda gli stadi. Ne e’ sicuro Blatter che, parlando a San Jose’ del Costa Rica dove si trova per le finali del Mondiale under 17 donne, si e’ detto sicuro della buona riuscita di Brasile 2014.

”Avremo un Mondiale straordinario, perche’ il Brasile e’ il paese dove si giocava e si gioca ancora adesso il piu’ bel calcio”, ha spiegato facendo poi un esempio: anche lo stadio Olimpico di Roma venne ultimato il giorno prima dell’inizio di Italia ’90, ma poi anche quella "fu una Coppa da ricordare" (non certo per il bel gioco ndr). Andra’ cosi’ anche adesso e pazienza per i ritardi. ”Sono dovuti a problematiche brasiliane – ha spiegato Blatter -, non strettamente legate all’organizzazione dell’evento. I brasiliani sono rimasti fermi per anni. Ma ora tutti gli stadi sono sulla buona strada e stanno per essere completati: non e’ la prima volta che gli impianti destinati a ospitare un grande evento vengono completati negli ultimi giorni”.

E gli operati morti nella costruzione degli stadi, l’ultimo dei quali pochi giorni fa a San Paolo? ”Ma chi e’ il responsabile? La Fifa? No – ha risposto Blatter -. E’ fondamentale garantire condizioni di lavoro sicuro, ma noi non possiamo controllare ogni impianto, spetta alle autorita’ locali”. Blatter ha poi fatto capire che l’Uruguay non ha mai seriamente rischiato di essere escluso dal Mondiale, per presunte ingerenze politiche nella federcalcio locale: semplicemente il Presidente del paese sudamericano, Jose’ Mujica, ha compiuto un gesto eclatante, negare la polizia per l’ordine pubblico negli stadi, per prendere di petto e cercare di risolvere una volta per tutti il problema della violenza ultra’. Ma questo non significa voler governare l’Auf, equivalente uruguayano dell’italiana Figc.

”Tutto risolto”, si e’ limitato a dire Blatter. Quanto a Valcke, reduce dall’ennesimo sopralluogo in Brasile, ha parlato a Zurigo per dire che ”a Curitiba e Porto Alegre, due situazioni che ci preoccupavano, le cose stanno evolvendo in modo rapido. Rimane del lavoro da fare in tutti questi giorni che mancano da qui al Mondiale – ha ammesso il segretario della Fifa – e continuiamo a collaborare ed essere in contatto con tutte le parti coinvolte in Brasile, in modo da assicurare tutto cio’ che sara’ necessario affinche’ ogni partita sia realizzata con successo. Lo dobbiamo a quei due milioni e 600mila tifosi che finora hanno comprato i biglietti”. Tutto cio’ per dire che, rebus Itaquerao a parte, i Mondiali in Brasile si faranno, saranno un successo e non e’ la prima volta, vedi Italia 24 anni e il Sudafrica nel 2010, che le cose vengono terminare all’ultimo momento. L’importante e’ che alla fine siano pronte.