Meno carcere, più domiciliari: ecco la nuova legge

Arresti domiciliari, depenalizzazione dell’immigrazione clandestina (e di molti altri reati), messa alla prova: sono questi i tre pilastri su cui si fonda la riforma del sistema sanzionatorio approvata oggi in via definitiva dalla Camera con il no della Lega, di M5S e di Fdi. Non tutte le norme, pero’, saranno immediatamente applicabili: all’attuazione della depenalizzazione e dei domiciliari dovra’ infatti provvedere il governo attraverso appositi decreti legislativi. Ecco, in sintesi, le principali novita’.

DOMICILIARI COME PENA PRINCIPALE. La nuova legge punta a decongestionare le carceri prevedendo, per i reati di lieve entita’, la reclusione presso l’abitazione o presso un luogo di cura, assistenza o accoglienza. Secondo la delega, gli arresti domiciliari dovranno diventare la pena principale da applicare in automatico per tutti i delitti per i quali la pena massima non superi i tre anni. Nei casi in cui la pena va da 3 a 5 anni, sara’ invece il giudice a decidere, tenendo conto della gravita’ del reato e della capacita’ a delinquere del condannato.

DETENZIONE ORARIA. La detenzione non carceraria puo’ avere durata continuativa o per singoli giorni della settimana o fasce orarie. Puo’ essere eventualmente prescritto il braccialetto elettronico. Restano in carcere i delinquenti abituali, professionali e chi non ha un domicilio idoneo o si comporta in modo incompatibile (violando ad esempio le prescrizioni). Il giudice dovra’ anche tenere conto della tutela della persona offesa.

LAVORI DI PUBBLICA UTILITA’. Nel caso di reati per cui e’ prevista la detenzione domiciliare, il giudice puo’ affiancare alla condanna anche la sanzione del lavoro di pubblica utilita’. Per almeno 10 giorni (durata minima), il condannato dovra’ prestare attivita’ non retribuita in favore della collettivita’.

MENO REATI. In forza di una delega il governo trasformera’ una articolata serie di reati in semplici illeciti amministrativi. La depenalizzazione riguarda tutte le infrazioni attualmente punite con la sola multa o ammenda e altre fattispecie come ad esempio l’omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali (solo se non superiori a 10mila euro), gli atti osceni, l’abuso della credulita’ popolare, le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. Non e’ piu’ un reato. L’arresto viene mantenuto solo per gli immigrati che rientrano in Italia dopo un provvedimento di espulsione.

FUORI DALLA DEPENALIZAZIONE. Non rientrano comunque nella depenalizzazione i reati relativi a edilizia e urbanistica, territorio e paesaggio, alimenti e bevande, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza pubblica, gioco d’azzardo e scommesse, materia elettorale e finanziamento dei partiti, armi ed esplosivi, proprieta’ intellettuale e industriale.

MESSA ALLA PROVA . Da tempo sperimentata con i minori, viene ora estesa agli adulti. Per reati puniti con reclusione fino a 4 anni o pena pecuniaria, l’imputato puo’ chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. La misura consiste nello svolgimento di lavori di pubblica utilita’, con l’affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di un programma di recupero. Se l’esito e’ positivo, il reato si estingue. In caso di trasgressione del programma di trattamento, o se il condannato commette nuovi delitti, scatta pero’ la revoca della misura. Durante il periodo di prova la prescrizione e’ sospesa.

CONTUMACIA. Viene eliminata del tutto la contumacia. Se l’imputato (dopo un primo tentativo di notifica) e’ irreperibile, il giudice sospende il processo potendo pero’ acquisire le prove non rinviabili. Alla scadenza di un anno, e per ogni anno successivo, dispone nuove ricerche dell’imputato. Finche’ dura l’assenza, e’ comunque sospesa la prescrizione.