Marò italiani all’estero, #liberisubito: Tweet storm per Latorre e Girone

Che fine hanno fatto i marò italiani bloccati in India ormai da oltre 600 giorni? Sembrano essere spariti dal dibattito politico italiano. Sono forse destinati a restare lontani dalla madre patria e dalle proprie famiglie per sempre? Su Facebook il fuciliere del battaglione San Marco, il tarantino Massimiliano Latorre, trattenuto in India con il commilitone barese, Salvatore Girone, scrive: “Oggi, 4 novembre, Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate Italiane, possa giungere a voi tutti, in Italia ed all’Estero, il mio più caloroso quanto sentito augurio”. Parole che grazie a internet vengono lette in tutto il mondo. Sono tanti i commenti degli internauti che alle parole di Latorre rispondono con inviti a "tenere duro" perche’ "l’Italia migliore e’ con voi". Con "l’augurio – si legge anche – che possiate ritornare presto nella vostra patria" e "l’ammirazione per l’esempio di fedeltà" che i due fucilieri stanno dimostrando. Ma l’Italia che fa per i due marò?

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, nel suo discorso alla cerimonia di consegna delle decorazioni dell’ordine militare d’Italia in occasione della feste delle Forze armate, ha rivolto un saluto a Girone e Latorre: “Ai nostri marò, la cui odissea ancora continua lontano dall’Italia, il più affettuoso saluto e l’assicurazione che non cessiamo di operare tenacemente per riportarli a casa".

Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno, a Taranto, a margine della Cerimonia commemorativa della Giornata dell’Unita’ Nazionale e delle Forze Armate, ha assicurato: “Nei confronti dei due marò trattenuti in India il nostro e’ un pensiero ricorrente rispetto al quale l’azione del governo e’ costante. C’e’ da augurarsi che i risultati siano ottenuti in tempi veloci".

Mario Mauro, ministro della Difesa, al Quirinale in occasione della consegna delle decorazioni dell’Ordine militare d’Italia, ha detto: "I sacrifici sostenuti e i risultati conseguiti dai nostri militari in missione sono il frutto anche dei sacrifici dei loro familiari" e questo significa anche "che un figlio deve rinunciare all’affetto e alla guida del genitore perche’ paradossalmente e’ un Servitore dello Stato, magari sottoposto a particolari condizioni di prova come i Fucilieri di Marina Massimiliano La Torre e Salvatore Girone". 

Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia e componente dell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio, in una nota scrive: “Nella ricorrenza del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rivolgo un pensiero grato e riconoscente ai caduti di tutte le guerre, dal Risorgimento ai due conflitti mondiali, a quanti hanno perso la vita, in Italia e all’estero, per garantire la sicurezza della nostra Nazione e salvaguardare la pace nel mondo, e a coloro che, ogni giorno, con dedizione e professionalita’, servono la Patria". "Un pensiero particolare – aggiunge – va ai nostri marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sequestrati e ingiustamente detenuti in India, con l’auspicio che il Governo li riporti a casa, mettendo la parola fine a questa vergogna internazionale".

Intanto questa sera, ore 21, la comunita’ dei sostenitori dei fucilieri del battaglione San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, si prepara a chiedere il rientro in patria dei maro’ pugliesi trattenuti. Lo farà con una "tempesta" di tweet, una "Tweet storm”. I sostenitori si stanno organizzando da giorni sul web per chiedere oggi, in occasione della festa dell’Unita’ nazionale e delle Forze armate, la "liberazione dei nostri due fratelli leoni" che "l’Italia ha dimenticato ma noi non lo faremo", scrivono gli internauti. Ogni utente si colleghera’ su Twitter esprimendo un pensiero sui due fucilieri con gli hastag "marò" e "italiaalzalavoce" "liberisubito" e "nondimentichiamoli". All’iniziativa si unirà anche il presidente della Commissione Difesa alla Camera, Elio Vito, che questa mattina twitta: "Oggi Giornata delle Forze Armate. Un saluto ai nostri militari all’estero e in Patria. Alle 21 un tweet per i nostri Maro’ ancora in India".