Marò e non solo: tutto quello di cui Napolitano non parla – di Leonardo Cecca

Speravo che per Ferragosto il Capo dello Stato, tanto loquace quando c’era da richiamare il governo Berlusconi per i dl, da salvare i suoi tre governicchi non decisi dagli italiani ma imposti dalla sua "lungimiranza", da invitare gli italiani ai sacrifici (vedasi sermoni di fine anno), ci avrebbe "deliziato" con qualche bel discorso, anche perchè di argomentazioni serie ce ne sono in abbondanza e tutte di una certa gravità.

Avrebbe potuto parlare benissimo della criticità economica, già di per se stessa mai eccellente negli ultimi decenni, ma che è stata incrementata dalle scelte scellerate tutte impostate sulle tasse dei suoi tre governi. Tutti gli economisti ed un certo signor Draghi vedono un futuro nero, ciò nonostante il giovane fiorentino da lui chiamato a palazzo Ghigi appare ottimista: non può venire il sospetto che costui non c’azzecca?

Avrebbe potuto e dovuto parlare, Napolitano, di quello che avviene nel Canale di Sicilia dopo che è stato soddisfatto il suo desiderio di cacciare Gheddafi e dopo che i suoi governi hanno aderito a "Mare Nostrum" e cancellato il reato di clandestinità.

Avrebbe potuto esprimere il suo pensiero circa le modifiche che si vogliono portare alla Costituzione con le quali si permette a chi governa di nominare dei senatori escludendo così la volontà popolare che dovrebbe essere sovrana; vabbé, lui già elegge a piacimento i senatori a vita, guarda caso tutti di un certo orientamento politico.

C’è il vergognoso caso dei due Marò: le poche volte che ne ha parlato, lo ha fatto in modo impacciato e si vedeva lontano mille miglia che lo faceva solo perchè non ne poteva fare a meno. Alla fine si tratta di due soldati, cioè di due che la sinistra considera dei normali "signor nessuno".

Ecco, dei tanti, ho citato soltanto quattro argomenti dei quali sicuramente un Capo di Stato, che ne è stato protagonista a tutto campo, avrebbe dovuto parlare, ma niente, silenzio assoluto. Poi qualcuno si meraviglia che non abbia voluto proferire parola sull’argomento trattato per telefono con Mancino, così come ha tenuto la bocca chiusa sul chiacchiericcio del complotto ordito a danno di Berlusconi.

Napolitano ha perso un’ottima occasione per parlare di argomenti estremamente importanti che lo coinvolgono ed, alla fine, chiedere scusa e togliere definitivamente il disturbo.