Mario Monti? Un nulla in politica – di Leonardo Cecca

Purtroppo a nostre spese abbiamo avuto modo di soppesare la "grandezza" di Mario Monti, un nulla in politica e, forse, ancor meno in finanza ed economia, nonostante i suoi titoli accademici. Messo da Napolitano prima sulla poltrona di senatore a vita, poi su quella di guida del governo, secondo i suoi dettami l’illustre professore ingessato nei suoi mesi di capo dell’esecutivo si adoperò in ogni modo per soddisfare il suo "principale", per fare supinamente i compitini prescritti dalla Merkel e spiegare agli italiani che cosa fosse lo spread, parola magica fino ad allora sconosciuta ai più: solo per un puro miracolo gli italiani sono riusciti a campare per tanti anni senza conoscerne il significato.

Oltre a queste poco edificanti attività si contraddistinse per gli aumenti quasi quotidiani di tasse che risultarono disastrosi per tutto il Paese, pertanto, la sua presidenza del Consiglio fu tra le più nefaste della nostra storia repubblicana.

Orbene, questo signore riscuote mensilmente lo stipendio di senatore a vita, più i vari benefit, nonostante la sua presenza nell’aula parlamentare sia pressochè pari allo zero e, precisamente dello 0,7 %, e, con la sua solita faccia di bronzo e con l’innata tracotanza e supponenza, si dà l’aria di salvatore della patria poiché ha impedito un governo di centro destra e, sempre secondo il suo altezzoso pensiero, l’elezione di Berlusconi o di un suo fido a Presidente della Repubblica.

Questo personaggio, se avesse un minimo moralità, dovrebbe fare solo due cose: chiedere scusa agli italiani per il suo nefasto periodo da premier e rinunciare al vitalizio ed alla nomina di senatore a vita, nomina che tutti giudicano come un tassello di quella instabilità economica ordita da "ferventi patrioti" per far dare le dimissioni a Berlusconi. Sarebbe una gran cosa se anche Napolitano rinunciasse alla poltrona presso il Senato.