Magdi Allam accusato di ‘islamofobia’, annullata la libertà di stampa – di Leonardo Cecca

Una delle biù belle conquiste della democrazia è, o dovrebbe essere, la libertà di stampa e di espressione, a meno che non abbia un carattere chiaramente diffamatorio, falso ed indecente. Da un po’ di giorni assistiamo a ciò che avviene in alcune parti del mondo, ove bande di estremisti islamici si scatenano nelle più raccapriccianti efferatezze contro coloro che vengono considerati, poichè professano un altro credo, dei nemici da convertire od eliminare. Ebbene, la nostra sinistra, akkulturata, democratica e corretta, congiuntamente alla stampa che la rappresenta ed alcuni dotti giornalisti televisivi, che spesso si sono contraddistinti nel condurre trasmissioni a senso unico per scaricare fango, senza contraddittorio sul nemico di destra, sembra non essersi accorta di nulla. Forse i suoi esponenti sono ancora in qualche paradiso estivo sotto il sole cocente che fa fumare il cervello.  

Visto che costoro sono orbi e/o cotti, i giornali poco "democratici", ma con i piedi per terra, ne hanno parlato e continuano a parlarne. Il Giornale ha dato ampio spazio a Magdi Allam, personaggio noto sia per la sua cultura sia per la sua profonda conoscenza dell’Islam, sua religione fino a pochi anni fa, il quale mette in guardia il mondo occidentale da un certo fanatismo che va ben oltre quelli che sono i dettami del Corano. E’ scoppiato il finimondo: l’Unione delle comunità islamiche ha presentato un esposto all’Ordine dei giornalisti del Lazio il quale, invece di rispondere che in Italia vige la libertà di stampa e la democrazia e, pertanto, se uno si sente leso deve rivolgersi alla magistratura, ha messo, "democraticamente", in stato di accusa Magdi Allam per il reato di "islamofobia". Nel periodo di carnevale si poteva pensare ad una burla, ma essendo alla fine dell’estate c’è da pensare che ci sia qualche cervello cotto oppure che la sinistra, a corto di seri argomenti, campi solo di ridicolaggini per niente "democraticamente corrette".

Meraviglia non poco che la stampa corretta unitamente ai giornalisti sopra menzionati non abbia organizzato una manifestazione sia contro il Giornale che contro Magdi Allam, forse le loro facce di bronzo non avrebbero retto a tanta spudoratezza. Pur non avendo nulla a che fare con l’Ordine dei Giornalisti, ma, considerando la delicatezza del caso, forse, dico forse, poichè digiuno degli eccelsi pensieri che volano dalle parti del Quirinale, due parole di Napolitano sull’increscioso episodio sarebbero state opportune, ma forse viene considerato un impiccio come quello dei due Marò.