Mafia Capitale, Marino resta. Ma ‘affiancato’ da Gabrielli

Nessun commissariamento ‘in contumacia’ per il sindaco di Roma Ignazio Marino per gli scandali di Roma Capitale, ma quasi. Dall’atteso Consiglio dei ministri di oggi è prevalsa una linea morbida verso il Comune di Roma, almeno nelle parole del ministro dell’Interno Angelino Alfano e del sottosegretario Claudio De Vincenti, ma non tanto nei fatti: "Ho proposto al Consiglio dei Ministri, tenuto conto della relazione del prefetto Gabrielli, lo scioglimento del X Municipio di Roma, e il Cdm che ha approvato la mia proposta".

Il X Municipio è quello di Ostia, dove la presenza mafiosa è ormai conclamata. Ma Marino rimane, e dai Caraibi spiega che "le parole del Ministro Alfano e le decisioni del Consiglio dei Ministri spazzano via il chiacchiericcio e i rumors di un commissariamento di fatto del Campidoglio che non è mai esistito. Abbiamo trascorso due anni a snidare e colpire il male perché è il bene della città la stella polare del mio lavoro e di quello di tutta la mia giunta. La mia amministrazione è determinata, in stretta collaborazione col Presidente del Consiglio Renzi e con il Governo, a realizzare tutto ciò che servirà alla buona riuscita del Giubileo, guardando con fiducia agli impegni che ci attendono e che rispetteremo.Marino d’ora in poi sarà affiancato, però, dallo stesso Gabrielli: "Intendo incaricare il prefetto Gabrielli, nel quadro dei rapporti di leale collaborazione tra le istituzioni locali e lo Stato, del compito assicurare proposte e indicazioni al sindaco per interventi di risanamento dei settori più compromessi" tra quelli emersi dalle ispezioni.

In particolare, spiega il titolare del Viminale, abbiamo identificato 8 ambiti: verde pubblico e ambiente, emergenza abitativa, immigrazione e campi nomadi, l’adozione o l’aggiornamento dei regolamenti comunali secondo principi di imparzialità e buon andamento specificamente sull’affidamento dei lavori per servizi e forniture, un’autotutela degli affidamenti disposti in assenza di regolari procedure concorsuali, predisposizione e aggiornamento di un albo delle ditte fiduciarie per l’affidamento dei lavori e dei servizi in economia, il monitoraggio della effettiva operatività della centrale unica degli acquisti, l’avvio delle procedure di annullamento delle determine dirigenziali, l’implementazione del sistema dei controlli interni, l’avvio dei procedimenti di verifica dei contratti, compresi quelli di servizio con l’ Ama Spa per verificare le effettive condizione e la sostenibilità tenuto conto della evoluzione normativa e contabile di tali contratti". Dunque, sottolinea De Vincenti, non "non c’è nessun commissariamento di Roma, ma un prefetto che avrà un ruolo di raccordo analogo a quello esercitato da quello di Milano con riferimento all’ Expo".

In particolare, per il Giubileo, "a Gabrielli viene attribuito il compito di realizzare necessario raccordo operativo tra le varie istituzioni interessate affinché tutto funzioni in maniera organizzata tra il Comune di Roma che si occuperà di accoglienza e mobilità e Regione Lazio che penserà ai servizi sanitari".