Sono ben cento le mostre digitali ospitate su www.google.it/madeinitaly- piattaforma del Google Cultural Institute volta a far conoscere il made in Italy in tutto il mondo. Unioncamere e il ministero delle Politiche Argricole Alimentari e Forestali, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e con la Fondazione Symbola, hanno allestito sul portale una serie di percorsi espositivi che intendono guidare l’occhio dell’esploratore digitale alla scoperta dei prodotti che sono alla base della tradizione alimentare e artigianale italiana.
"L’idea nasce da una scommessa nella quale abbiamo creduto tutti – ha detto Nunzia De Girolamo, ministro delle Politiche Argricole, presente oggi alla presentazione dell’iniziativa che si è tenuta in Via Palermo 10 a Roma. "Il progetto non è costato un centesimo al ministero, ma grazie ad esso, finalmente, abbiamo l’Agroalimentare 2.0". Secondo quanto riferito dalla De Girolamo, i prodotti dell’eccellenza italiana sono almeno 261, ma i più conosciuti all’estero rimangono ancora soltanto dieci. La piattaforma Google non intende solo promuovere prodotti come il Grana Padano, il Parmigiano o il prosciutto di San Daniele, ma si propone di svelare la ricchezza inesauribile della tradizione nazionale. Nel 2013, le ricerche legate al made in Italy online sono cresciute del 12%: la moda è la categoria più ricercata. Turismo e agroalimentare sono le ricerche che hanno subito un notevole incremento. Nonostante ciò, il made in Italy è ancora poco presente sul web e solo il 34% delle PMI ha un proprio sito internet e solo il 13% lo utilizza per fare e-commerce.
"Ancora poche aziende si servono del web per farsi pubblicità. Internet è uno strumento invece molto utile in tal senso. Bisogna superare la diffidenza – ha ribadito il ministro -. Nessun bambino, per quanto digitalizzato, rinuncerà mai al panino col prosciutto. Abbiamo posto le premesse per creare un link tra la Silicon Valley e la Food Valley". Ancora grave la tendenza degli altri Paesi a copiare i prodotti agroalimentari italiani. "Dai cinesi ai canadesi, la concorrenza sleale è ancora troppa" ha aggiunto. Grazie al progetto ideato da Google e Unioncamere, però, i prodotti del made in Italy avranno una grande visibilità. "Su Google crescono le segnalazioni che riguardano i prodotti tipici italiani. I produttori sono tanti e vogliono avere visibilità. Iniziamo a mettere in rete i primi cento prodotti. Il lavoro continuerà. E sono sicura ce insieme potremo creare quello sviluppo di cui l’Italia ha bisogno. Grazie all’agroalimentare e al digitale, potremo dare il via a quell’Italia che non dovrà più piangere" ha concluso ottimisticamente la De Girolamo. "Con questo progetto porteremo l’Italia al mondo e il mondo all’Italia" ha detto Carlo D’Asaro, presidente Sud e Est Europa, Medio Oriente e Africa di Google.
Foto, video, documenti storici, aneddoti e racconti, infatti, riportano l’utente indietro nel tempo, alla scoperta del territorio. E ancora: ogni impresa ha la possibilità di presentarsi in un video. Si scoprono così tante curiosità. Pochi sanno che il cappello di Federico Fellini, ad esempio, era stato prodotto a Montappone ed ha una storia antica. Si tratta di un progetto articolato, cui hanno partecipato moltissime imprese. Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha chiarito che sarà necessario avvicinare molto presto la piccola e media impresa al mondo digitale. "Ci sono ritardi culturali impressionanti, in questo senso. L’Italia ha invece bisogno di superare questi handicap" ha ricordato. "E’ opportuno immaginare un sostegno di promozione e diffusione culturale attraverso strumenti innovativi che diano il giusto spazio alle storie di successo di tanti innovatori che hanno già dimostrato come questa strada sia percorribile"- ha detto Stefano Micelli, professore di eBusiness all’Università partner del progetto "Ca Foscari di Venezia" . Il professore ha ricordato che l’Economist ha ormai parlato di "Artigianal capitalism" per definire quel fenomeno che vede un incremento impressionante delle ricerche sul web che riguardano i prodotti di nicchia. Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola, ha detto: "Il progetto prodotto da Google, Symbola e Ca’ Foscari può dare alla nostra economia, alla miriade di nicchie di eccellenza, una marcia in più".
































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