M5S, Grillo: sì a reddito di cittadinanza, se non vuoi lavorare non lavori

(RAVAGLI)- ROMA 10 LUGLIO 2013 CONFERENZA STAMPA DI BEPPE GRILLO DOPO L'INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO NELLA FOTO BEPPE BRILLO FOTO RAVAGLI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} ------ SENATO: CONFERENZA STAMPA BEPPE GRILLO DOPO INCONTRO CON NAPOLITANO

Comincia da Scanzano Jonico (Matera) il tour elettorale del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, in vista delle elezioni regionali in programma in Basilicata domenica e lunedi’ prossimo. Grillo sta partecipando a un’iniziativa elettorale con il candidato governatore, Piernicola Pedicini, nella piazza del palazzo Baronale della citta’ che 10 anni fa fu protagonista di una rivolta popolare contro la decisione del governo di insediare il deposito delle scorie nucleari. Nel corso della giornata Grillo andra’ poi a Metaponto di Bernalda dove incontrera’ le associazioni degli agricoltori che protestano contro i mancati fondi per l’alluvione dello scorso 7 ottobre. In serata, infine, Grillo terra’ un comizio a Matera, in piazza Vittorio Veneto, mentre domani il tour elettorale si concludera’ a Venosa, Melfi e Potenza.

Proprio durante il suo comizio a Scanzano Jonico, Grillo – fra l’altro – è tornato a proporre il reddito di cittadinanza: “La crescita toglie posti di lavoro. Perche’ tra venti anni il lavoro lo faranno le macchine, la tecnologia. Perche’ allora dire ‘no’ a un reddito di cittadinanza?Chiunque per diritto, per esistenza in vita, ha diritto a un reddito di base. Poi se vuoi lavorare, lavori e lo aggiungi. Se non vuoi lavorare, non lavori".

"Noi vogliamo andare a Bruxelles per dire ‘non ci stiamo piu”. Vogliamo un ‘piano b’, vogliamo due tipi di euro, un euro debole per la nostra economia e un euro forte per l’area della Germania".  Grillo aggiunge: "Noi vogliamo rinegoziare tutti i trattati che ci stritolano. Noi non possiamo fallire perche’ una buona percentuale del debito e’ in mano alle banche straniere. Cosi’ ci tengono per la gola. Non ci fanno fallire ma ci tengono per la gola. No invece diremo che questo debito non lo vogliamo piu’. Lo rinegoziamo: o ce lo dividiamo con tutta l’Europa, o abbassate i tassi, o allungate i tempi".