Love boat, da superset serie cult tv a teatro di morte

Fu teatro di amori e innamoramenti ma oggi, a bordo della nave protagonista della celebre serie televisiva ‘cult’ degli anni 70 "Love Boat", hanno perso la vita due operai. Un incidente sul lavoro, riferisce la stampa turca. I due sono morti avvelenati da esalazioni tossiche mentre lavoravano nella sala macchine della nave, in fase di dismissione in un cantiere vicino Smirne.

La MS Pacifico, meglio conosciuta con il nome d’arte di Pacific Princess e appartenente alla compagnia Cruises Quail, divenne famosa tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 grazie alla fortunata serie televisiva americana "Love Boat", che l’ha vista solcare gli oceani per 250 episodi. Smessi i panni della star televisiva la nave fu avviata alla ‘carriera’ di nave da crociera, principalmente sui mari del Sudamerica. Dopo varie vicissitudini staziono’ in abbandono per qualche tempo nel porto di Genova in seguito al fallimento della compagnia crocieristica Quail Cruises che l’aveva acquistata per rimetterla a nuovo e offrire crociere nel Mediterraneo. Infine, dopo essere stata acquistata per 2,5 milioni di euro dal gruppo turco Izmir Ship Recycling Co. aveva ripreso il mare per l’ultima volta per raggiungere la Turchia ed essere smantellata.

Il viaggio era stato particolarmente difficile a causa delle condizioni meteorologiche. Durante il tragitto, infatti, la "Love boat" era stata investita da una violenta tempesta che aveva provocato danni proprio alla sala macchine, allagandola. Il 10 agosto, scrive ‘Hurryet Daily News’, dieci operai che lavoravano nella sala macchine erano stati avvelenati dal fumo rilasciato dal tubo di scappamento di un dispositivo idraulico che gli uomini stavano manovrando per scaricare acqua. Gli operai sono stati immediatamente ricoverati in ospedali vicini, ma due di loro, Doğan BalcO, di 37 anni, e Davut Ozdemir, di 40, sono deceduti per avvelenamento. Tutti gli altri sono stati dimessi dall’ospedale Domenica. Intanto, le famiglie non si danno pace. I parenti di Balci lamentano, riferisce Hurryet, che un incidente analogo era gia’ avvenuto l’8 agosto scorso. Anche in quell’occasione Balci aveva inalato fumo, mentre stava lavorando sempre in sala macchine. Ma quella volta l’uomo aveva ricevuto solo un trattamento ambulatoriale. Due giorni dopo Balci aveva deciso di tornare a lavoro nonostante la sua famiglia lo avesse sconsigliato di farlo. Ora la procura ha aperto un’inchiesta per accertare le cause di Balci e del suo sfortunato collega.