L’INTERVISTA | Elezioni Comites, Curelli (MAIE) a ItaliaChiamaItalia: “Lavoriamo a una lista costruita dal basso”

Claudio Curelli è il coordinatore nazionale del MAIE in Cile, ma è anche presidente del Comites locale. Negli ultimi sei anni ha guidato il Comitato, svolgendo al meglio la sua funzione e riuscendo ad ottenere anche importanti contributi per portare avanti progetti molto interessanti. Ora guarda al futuro, alle prossime elezioni Comites previste per dicembre. E sulla scelta del governo di tenere fuori dall’esecutivo gli italiani all’estero commenta: “Un grave errore, a cui spero in futuro si possa rimediare”

Claudio Curelli

“Come MAIE siamo molto attivi in Cile; il Movimento è presente su tutto il territorio nazionale, non solo nella capitale, ma anche in tutte le province del Paese, lungo ben 4mila chilometri”. Lo dichiara a ItaliaChiamaItalia.it Claudio Curelli, coordinatore nazionale del MAIE in Cile, che aggiunge: “Abbiamo organizzato diversi incontri, anche con il Sen. Ricardo Merlo e l’On. Mario Borghese, presidente e vicepresidente MAIE. Grazie alle nuove tecnologie, ne organizzeremo altri in forma virtuale nelle prossime settimane, per costruire dal basso una lista che possa candidarsi alle prossime elezioni Comites”.

Curelli è anche presidente del Comites. Negli ultimi sei anni ha guidato il Comitato, svolgendo al meglio la sua funzione e riuscendo ad ottenere anche importanti contributi per portare avanti progetti molto interessanti. Come quello denominato “Bussola”, per favorire l’integrazione di quegli italiani che per un motivo o per un altro hanno deciso di trasferirsi in terra cilena. E poi la web-radio che è stata chiamata “Perché”, in onda ormai da cinque anni: interviste, opinioni, fatti. Una radio “parlata” al 90%: trasmette 24 ore su 24, poca musica, tanta italianità. Molti i temi trattati, da affrontare con gli esperti dei diversi settori. Dunque cultura, emigrazione, imprenditoria, turismo e tanto altro ancora.

Dopo la sua prima esperienza da presidente Comites, Curelli è convinto che potenziando un po’ i Comitati, dando loro maggiori poteri, la funzione dei Comitati potrebbe essere migliorata, a tutto beneficio dei connazionali. Anche se “la presenza di un organo istituzionale ed elettivo, che rappresenta l’anello di congiunzione tra la comunità italiana e la sede diplomatico-consolare, già da sola basta per fare in modo che le autorità consolari abbiano nei confronti degli italiani, soprattutto di quelli più fragili e bisognosi, un atteggiamento diverso”.

Claudio Curelli

A proposito della nomina a Sottosegretario agli Esteri di Benedetto Della Vedova, un romano e non un eletto all’estero, il presidente del Comites commenta così: “Il governo sbaglia grandemente se non prende in considerazione gli italiani all’estero, perché noi italiani nel mondo siamo una risorsa incredibile, un’altra Italia che gira per il mondo e favorisce scambi commerciali, promuove il made in Italy e la nostra cultura, crea ponti tra i diversi Paesi e lo Stivale. Quello di non avere un eletto all’estero alla Farnesina è certamente un errore, a cui spero in futuro si possa rimediare”.

“Con la presenza del Sen. Merlo alla Farnesina, con il grande lavoro che ha svolto e con gli importanti obiettivi che ha saputo raggiungere, dovrebbe essere chiara a tutti la differenza tra avere al ministero un eletto all’estero e una persone che gli italiani nel mondo non se n’è mai occupata. La presenza di un eletto all’estero al governo è stata fondamentale per poter sviluppare politiche concrete a favore degli italiani all’estero, non solo a beneficio delle comunità italiane nel mondo ma dell’Italia stessa”.

Claudio Curelli con il Sen. Ricardo Merlo, presidente MAIE

Secondo Curelli questo governo non ha iniziato col piede giusto, se parliamo di italiani nel mondo: “Basta pensare, per esempio, al grave ritardo che c’è in tema di assunzioni al ministero. I passati governi hanno trovato i fondi, ma ancora l’attuale esecutivo non riesce a selezione e formare il nuovo personale. E’ uno spreco di tempo e di risorse”.

Una battuta finale sulla situazione legata alla pandemia in Cile: “Ci sono ancora delle restrizioni, come per esempio il coprifuoco dalle dieci di sera alle 5 del mattino. Purtroppo il numero dei contagi non cala, è ancora alto. La situazione è molto critica, circa il 98% dei letti a disposizione in terapia intensiva è occupato. La vaccinazione ha superato il 65% della popolazione obiettivo, ovvero delle persone che hanno dai 18 anni in su. Ma la luce in fondo al tunnel è ancora lontana”.