"Fiducioso e rispettoso". Enrico Letta vola a Bruxelles e porta con se’ – filtra da Palazzo Chigi – la speranza che possa realizzarsi un "compromesso virtuoso" sulla nuova legge elettorale e la fine del bicameralismo perfetto. Il premier sa, e lo ha detto pubblicamente, che le sorti del governo e dell’intera legislatura sono legate all’accordo. Per questo spera fino all’ultimo di mettere nella sua faretra – prima dell’incontro di domani a Bruxelles con Barroso e Van Rompuy – la freccia di un’intesa praticamente chiusa, ottimo argomento con l’Europa che da tempo ci chiede riforme strutturali per un piu’ efficiente sistema istituzionale. Per tutta la giornata dunque Letta segue con attenzione le fibrillazioni sulla legge elettorale, tema rispetto al quale si tiene comunque in disparte lasciando il ruolo di playmaker tutto a Matteo Renzi.
All’intesa sull’Italicum, ancora in bilico in queste ore, il premier condiziona il nuovo patto di coalizione e la riorganizzazione della squadra di governo. "Con una discontinuita’ rispetto al passato – dicono a Palazzo Chigi – sia nel programma che nel rapporto con i partiti che sostengono il governo". In questo senso non sorprende il premier che Angelino Alfano – con Letta in rapporti molto solidi – alzi l’asticella del rimpasto, chiedendo ministri riconducibili a Renzi e di fatto spronando il Pd a superare ogni possibile ambiguita’. All’ingresso di Renzi al governo Alfano lega la prosecuzione della legislatura e la firma di Ncd a "Impegno 2014". Il Pd, a sua volta, riunira’ la direzione per discutere del patto di coalizione il 6 febbraio.
Centrale oggi per il premier e’ la difesa del Capo dello Stato dall’attacco dei grillini. "L’indegno attacco M5S a Napolitano e’ punto di non ritorno di deriva estremista inaccettabile per chiunque pratichi i principi democratici", twitta Letta, convinto che la vera linea di frattura sia tra forze politiche garanti delle istituzioni e forze populiste. Nella sua giornata Letta incontra poi l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, ed il presidente Fiat John Elkann, alla vigilia di un cda decisivo per l’azienda. E da ministro delle Politiche Agricole ad interim vede i sottosegretari Martina e Castiglione. Intanto Letta – accompagnato dai ministri Bonino, Giovannini, Moavero Milanesi, Saccomanni e Trigilia – parte per Bruxelles dove portera’ anche il progetto Expo 2015. Con un occhio a Roma, dove si continua a giocare la partita delle riforme.
































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