Letta media e richiama i ministri, no frasi incaute (VIDEO)

La situazione e’ difficile e quindi, in tempi di bilanci magri, e’ giusto riscoprire, da buon padre di famiglia, il valore dei ‘giusti’ no perche’ ‘molto spesso i ‘no’ devono essere molto di piu’ dei ‘si’. Il premier Enrico Letta elogia il linguaggio della verita’ ma non ha apprezzato l’uscita categorica con cui ieri il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato e’ sembrato stroncare ogni chance che il governo riesca a bloccare l’aumento dell’iva, alzando la tensione dentro una maggioranza ogni giorno misurata sul grado di sintonia.

Ai tempi del ‘ritiro’ nell’Abazia di Spineto, Letta, ancora memore della cacofonia del governo Prodi, aveva invitato la squadra di governo ad evitare l’effetto annuncio sui provvedimenti in fieri. E di concentrarsi, anche a livello mediatico, sui dossier all’ordine del giorno. Per questo – come ha ripetuto ai suoi collaboratori – fino al summit Ue del 27-28 giugno il premier vorrebbe che il governo fosse impegnato sul ‘decreto fare’, sul pacchetto semplificazione fiscali e soprattutto sulle misure a sostegno dell’occupazione che sara’ approvato dal Consiglio dei ministri. Per tale motivo ritiene che uscite come quelle del ministro dello Sviluppo siano incaute: il governo ha ancora tempo fino a fine mese per cercare di sciogliere il nodo dell’Iva e tentare in ogni modo di scongiurarne, o almeno rinviare, l’aumento di un punto.

Oggi Zanonato ha chiarito che ‘nessuno vuole alzare l’Iva’, ma anche che ‘bisogna trovare le risorse’. Ma le sue parole sull’impossibilita’ di evitare l’aumento hanno creato malumori nel governo e nella maggioranza. ‘Un’uscita infelice, l’atteggiamento di questi giorni da parte di alcuni esponenti del governo non e’ condiviso ne’ da me, ne’ da gran parte del governo’, ammette il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Sabrina De Camillis (Pdl). Per rassicurare sullo sforzo dell’esecutivo, oggi esponenti del governo, come Angelino Alfano e Stefano Fassina, sono corsi ai ripari spiegando che l’obiettivo dell’Esecutivo e’ di bloccare l’aumento e che sono allo studio diverse opzioni. Sull’Iva Pd e Pdl sono uniti nella battaglia, ma non nella ricetta su come vincerla: Silvio Berlusconi ha fatto capire che il rinvio dell’imposta e l’eliminazione totale dell’Imu viaggiano di pari passo, mentre il Pd ha proposto un rinvio di 3-6 mesi dell’aumento dell’Iva, riconsiderando una rimodulazione dell’Imu attraverso la quale reperire le risorse necessarie per ‘coprire’ il mancato gettito derivante dall’Iva. La soluzione e’ ancora allo studio e il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni non sembra intenzionato a proporre soluzioni preconfezionate: ‘Lascera’ che a decidere sia il Cdm e in ultima istanza il presidente del Consiglio mettendo sul tavolo una serie di opzioni, ognuna con relativi costi e benefici.

Intanto Letta incassa il successo mediatico del vertice ministeriale fra i ministri del Lavoro e delle Finanza di Germania, Francia, Italia e Spagna. Soddisfatto perche’ oltre all’unione bancaria e all’anticipo del piano per la disoccupazione giovanile, e’ passato il principio di mettere in campo la Bei e le Cdp nazionali. La partita pero’ e’ ancora lunga e il premier sa perfettamente che sara’ possibile puntare al bersaglio grosso (la ‘golden rule’ sugli investimenti) solo dopo le elezioni tedesche e dunque non prima del vertice Ue di dicembre.